Tra le città della sesta provincia pugliese, anche Trani non ha risposto al questionario “Ecosistema rischio 2017”, somministrato da Legambiente Puglia a tutti i Comuni della regione. Ma, “mal comune, mezzo gaudio”, il presidente, Francesco Tarantini, ha fatto sapere che «in Puglia sono solo quarantuno le amministrazioni comunali che hanno risposto al questionario.
“Ecosistema rischio 2017” serve a indagare le attività delle amministrazioni comunali per la mitigazione del rischio idrogeologico. L’Italia, infatti, è sempre più “fragile e insicura” da questo punto di vista: stando alle stime del Cnr, le sole inondazioni hanno provocato nella Penisola la morte di oltre 145 persone e l’evacuazione di oltre 40.000.
«Sarebbe importante - ha dichiarato Tarantini, alla luce dei risultati - avere un quadro sempre aggiornato di conoscenza e mappatura della pericolosità su scala regionale, proprio al fine di prevenire e mitigare il rischio idrogeologico. Sono ancora molti i comuni che hanno abitazioni e fabbricati industriali in aree a rischio, ma pochissimi quelli che hanno intrapreso azioni di delocalizzazione per tutelare il territorio e ridurre i pericoli a cui sono esposti i cittadini e le attività produttive. Infine, per quanto riguarda l’organizzazione del sistema locale di protezione civile, dal dossier emerge che quasi tutti i comuni intervistati si sono dotati di un piano d’emergenza e lo hanno aggiornato, ma pochissimi organizzano attività d’informazione rivolte ai citta-dini ed esercitazioni di protezione civile, che invece sono utili strumenti nell’affrontare l’emergenza garantendo la salvaguardia delle persone».
Federica G. Porcelli

