Il prossimo 31 dicembre la gara per il ripascimento e conseguente difesa di alcuni tratti del litorale urbanizzato di Trani compirà un anno senza colpo ferire. Sembrava che, una volta pubblicato il bando ed aggiudicati i lavori, si potesse procedere con speditezza ad una serie di opere che sono da considerarsi assolutamente urgenti perché, nel frattempo, l'azione erosiva del mare non conosce gli ostacoli della burocrazia e si apre sempre più vecchi fra muraglioni che ormai cadono a pezzi.
Quasi a pezzi, però, è anche il procedimento che avrebbe dovuto portare il Comune di Trani a realizzare un poker di interventi che, per il momento, restano scritti solo sulla carta, di riqualificazione e rigenerazione territoriale dell'ambito costiero comunale: specchio d'acqua sito ai piedi del muro di contenimento della villa comunale; base del muro di contenimento della villa comunale, che si immette direttamente in mare senza che vi siano sedimenti al suo piede; difesa radente del lungomare Cristoforo Colombo; ansa a sud-ovest di Capo Colonna.
La gara era stata avviata lo scorso 31 dicembre, ma poi sospesa per motivi di carattere tecnico e burocratico. Infatti, lo scorso 10 febbraio 2017, lo stesso dirigente dell'Area lavori pubblici aveva temporaneamente fermato la procedura ad evidenza pubblica, dell’importo di 1.530.000 euro. La gara, che sarebbe scaduta il 10 marzo, era stata sospesa perché si era resa necessaria una rivisitazione degli atti amministrativi relativi alla procedura, in quanto erano presenti carenze documentali e incongruenze che avrebbero potuto compromettere il finanziamento concesso all’Ente.
Per sanare quella lacuna, la figura apicale dell'Ufficio tecnico aveva, successivamente, richiesto alla Regione Puglia la pubblicazione, sul bollettino del governo pugliese, della procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione di impatto ambientale con riferimento agli interventi di riqualificazione e rigenerazione territoriale dell'ambito costiero comunale di Trani. Nel frattempo, sebbene la gara madre avesse già accusato lo stop, quella figlia si chiudeva regolarmente: la redazione del progetto esecutivo, relativo proprio ai lavori di risanamento e ripascimento del litorale urbanizzato veniva aggiudicata all'ingegner Francesco Lacavalla, di Bisceglie, per un importo pari a 27.200 euro, corrispondente al 15 per cento di ribasso sull'importo a base d'asta di 32.000 euro.
Secondo quanto aveva illustrato l'assessore ai lavori pubblici uscente, Giovanni Capone, l'obiettivo era «intervenire sulla costa urbanizzata perché abbiamo ritenuto che l'ammontare delle somme a disposizione e la criticità della situazione che si è creata nel tratto che va dalla villa comunale a Colonna richiedesse una nostra attenzione particolare. I soldi saranno spesi nell'arco di tre anni, attraverso ripascimenti e inserimenti che permetteranno di fruire di tratti di costa oggi degradati e, nello stesso tempo, con altri interventi, mettere in sicurezza alcuni tratti di costa interessati da dissesto idrogeologico».
I fatti dimostrano che il primo dei tre anni sia passato così, con una gare tra le onde più travolgenti: quelle reali, da una parte, e quelle simboliche della burocrazia, dall'altra.




