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Palazzetto di Trani, l'ultimo giorno di lavoro di Tommaso: «Entrai che era un gioiello, lo lascio che è quasi un rudere». I nomi delle sue «persone speciali». Di Venosa nuovo custode

Venerdì 29 dicembre, al PalaAssi, si allenano pochi bambini sfidando il freddo in una partita di pallacanestro. Lui, Tommaso Zecchillo, è regolarmente al suo posto in quella che sarà la sua ultima giornata di lavoro. Adesso è ufficiale: dopo trent'anni, il custode del palazzetto dello sport di Trani è in pensione e probabilmente, per non soffrire troppo, in quel palazzetto non metterà mai più piede.  

«È dura andare via - confessa -, perché qui ho passato trent'anni della mia vita dando tutto quello che potevo. Se il parquet di questa palestra è ancora uno dei migliori di Puglia, forse è solo grazie ai tanti chilometri che vi ho percorso per pulirlo tutti i giorni. Se dovessi fare un calcolo di quanta strada ho fatto su e giù, forse sarei arrivato in Australia».

Scherza un po' su se stesso Tommaso, ma diventa molto serio quando parla di come aveva trovato la struttura e di come la lascia: «Sul legno, forse, ho fatto miracoli, ma ben poco ho potuto fare per il resto di questo palazzetto. Ricordo che quando entrai per il mio primo giorno di lavoro era un gioiello, lo lascio che è quasi un rudere: pochissima manutenzione, decine di fari spenti e questo freddo glaciale. Mi chiedo come facciano quei bambini ad allenarsi, mi chiedo come facciamo a non provare vergogna per un riscaldamento ancora spento e le docce ancora fredde. Tante promesse mai mantenute, ed oggi lo posso dire perché parlo da cittadino: non è bello presentare alla gente un palazzetto così».

Ciononostante, Tommaso ci tiene a ringraziare alcuni personaggi che hanno segnato la storia dello sport di Trani e quella sua, di custode del PalaAssi. E comincia dai presidenti delle società: «Franco Assi, Sebastiano Chieppa e Carlo Di Pantaleo - dice Tommaso . sono uomini che veramente hanno dato tanto allo sport di Trani e lo sport l'hanno avuto e ce l'hanno nel cuore. Per me sono dei modelli».

Quanto agli allenatori, Zecchillo ne cita solo uno, Niki Ceci, «per come ha saputo allenare soprattutto i bambini. Tante volte ho seguito i suoi allenamenti, perché era davvero bello vedere il suo rapporto con i più piccoli».

Fra gli assessori allo sport, due soli nomi, Tonino Rutigliano e Nicola Lapi: «Se il palazzetto si è mantenuto in qualche modo in piedi - dice Tommaso - lo dobbiamo soprattutto a loro, anche se - aggiunge - devo riconoscere che l'attuale consigliere con delega allo sport, Giacomo Marinaro, sta facendo tutto quello che è nelle sue possibilità almeno per restituirci il riscaldamento e le docce».

Non manca una citazione «per il mio ormai ex collega Pasquale Ferrante (responsabile dell'Ufficio sport, ndr): ogni giorno gli segnalavo problemi, ogni giorno lui li ha segnalati a chi di competenza, ma quasi mai è stato ascoltato».

Fra gli atleti passati in quel palazzetto, migliaia, a Tommaso viene fuori un solo nome: «Valerio Corvino, perché un atleta lo devi ricordare anche quando gioca contro il Trani e lui mi ha fatto sognare anche da avversario. Oggi, poi, vive e allena qui a Trani e quindi, a maggior ragione mi sembra veramente la prima persona da ricordare».

Fra le donne, Tommaso si emoziona e butta giù subito tre nomi: Rosa Ricci, Mirela Sesti e Rita Okratchkova, tre punte di diamante della grande Aquila azzurra promossa in Serie A.

Dal 2 gennaio il nuovo custode della struttura sarà Mimmo Di Venosa, dipendente comunale proveniente dal campo di calcio Bovio.

Tommaso, invece, farà il pensionato solo in parte: «Don Mimmo Gramegna (parroco dello Spirito Santo, ndr) mi ha già chiesto di dare una mano all'oratorio ed al campo parrocchiale, e figuriamoci se potessi dire di no. Già frequento normalmente quella parrocchia, adesso avrò tutto il tempo per metterci il cuore anche lì».


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