Senza piano di caratterizzazione sarà impossibile finanziare ulteriori interventi per la messa in sicurezza e bonifica della discarica di contrada Puro vecchio. Lo fa capire, in maniera molto chiara, la Regione Puglia, stoppando per il momento il finanziamento che Trani aveva richiesto al governo Emiliano, candidandosi ad un bando su «Tutela dell'ambiente, promozione delle risorse naturali e culturali, interventi per la bonifica di aree inquinate».
Lo scorso mese di ottobre la giunta aveva approvato un atto di indirizzo in cui dava mandato al dirigente, in collaborazione con Amiu, «di partecipare all'avviso pubblico regionale per reperire fondi per la bonifica di aree inquinate, migliorare l'ambiente urbano, rivitalizzare la città, riqualificare e decontaminare le aree industriali dismesse, ridurre l'inquinamento atmosferico, promuovere misure di riduzione dell'inquinamento acustico».
Trani, ovviamente, si era concentrata sulla messa in sicurezza della discarica comunale, chiusa ormai da 40 mesi, ma la Regione Puglia, per il momento ha ritenuto non soddisfacente l'istanza per una serie di carenze formali: la prima, «l'omessa allegazione dell'atto di approvazione del progetto da parte dell'organo competente»; la seconda, «l'omessa dichiarazione per interventi su aree pubbliche e private, ai sensi di legge, attestante la sussistenza dei presupposti per l'attivazione dell'intervento da parte della pubblica amministrazione», nonché «l'omessa allegazione della pertinente documentazione in relazione alla specificità del caso».
In parole più povere, la Regione Puglia non concede alcun finanziamento a Trani, almeno per il momento, perché Trani non ha ancora dato inizio, ed ovviamente neanche concluso, alla caratterizzazione della discarica: soltanto all'esito di questa, infatti, si saprà esattamente che tipo di interventi di messa in sicurezza e bonifica si dovranno realizzare. Non si tratterebbe, pertanto, di un «no» definitivo, ma di un'inevitabile sospensione del giudizio, nell'attesa che Trani svolga il primo, fondamentale passaggio del percorso.
«Come ho detto più volte, e mi vedo mio malgrado costretto a rimarcare - fa sapere il consigliere ed ex assessore regionale all'ambiente, Mimmo Santorsola -, è necessario prima di tutto acquisire i dati del Piano di caratterizzazione e la valutazione del rischio sanitario, così che dimostrino lo stato di inquinamento e la necessità di bonifica, prima di effettuare qualunque altro intervento. Gli uffici dell’Assessorato all’ambiente dovrebbero riaprire i termini per integrare la documentazione mancante, e sarà mia premura verificare che ciò avvenga».
Peraltro, lo stesso Piano di caratterizzazione era stato oggetto di una diffida, da parte della Regione Puglia, ad accelerare i tempi di emanazione della gara ed affidamento dei lavori, pena la revoca del finanziamento di 408.000 euro che, in realtà, il Comune di Trani è riuscito a mantenere.


