La sua storia l’avevamo scritta nel giugno 2017. È quella di Carlo, un ragazzo di Trani, disabile, sottoposto anni fa ad una amputazione di una gamba e ad un trapianto di cuore. Aveva chiesto di avere un ginocchio elettronico, che gli avrebbe permesso di migliorare la sua vita. Molti ci avevano scritto e telefonato, chiedendo come aiutarlo.
Del suo caso si è occupata Anna Maria Barresi, consigliere comunale, che aveva più volte chiesto un incontro a Narracci, allora direttore generale della Asl Bt, e poi ottenuto un incontro con il presidente della Regione, Michele Emiliano.
La Asl Bt ci aveva assicurato, tramite un comunicato stampa inviatoci a seguito del nostro articolo, che Carlo avrebbe avuto la protesi più moderna. E difatti a luglio ha indetto, in via del tutto eccezionale, la gara.
Dopo mesi, Carlo ha finalmente ricevuto, proprio ieri, il ginocchio elettronico. Lo scriviamo con un pizzico di orgoglio, in quanto ha ringraziato personalmente chi scrive «per aver seguito con molta pazienza il suo caso. Sono molto felice – ha detto Carlo -. Ringrazio Anna Barresi, che mi ha supportato, Michele Emiliano, il dottor Naracci».
Quella di Carlo è una storia complessa e sfortunata. Sottoposto a un intervento chirurgico che sarebbe dovuto essere di routine ma che è andato male, ha avuto un arresto cardiaco ed un coma di 15 giorni. A seguito di un’ulteriore complicazione, a Carlo nel 2013 fu amputata la gamba destra. Nel febbraio 2013, il ragazzo fu trasportato d’urgenza all’ospedale di Udine “Santa Maria della Misericordia”, in attesa di trapianto. Il suo fu il cinquecentesimo trapianto effettuato nel reparto Cardiochirurgia di quell’ospedale, come ricorda anche una stele posizionata all’esterno.
Dal 2015, Anna Maria Barresi ha preso a cuore la sua situazione e ha voluto aiutarlo. Successivamente, ci siamo interessati del caso e lo abbiamo portato alla luce dell’opinione pubblica. «Il problema vero di queste situazioni – ci ha detto Barresi – è la burocrazia, che rallenta tutto».
Abbiamo appreso, ieri, con piacere, la notizia.
Federica G. Porcelli

