Il circolo del cinema Dino Risi, in occasione dei quarant'anni dall'incisione di Pompa e Vacca, due fra i più famosi album degli Squallor, ha celebrato la formazione con un happening filato via, senza sosta, fra la sera di venerdì e l'alba di ieri.
Nel salone di via Ciardi si sono radunati appassionati del gruppo provenienti da tutta Italia, vi erano musicisti che ne hanno cantato da vivo i successi e, soprattutto, si sono ascoltate tante testimonianze sui legami, pressoché indissolubili, fra ciascuno di loro e gli Squallor. E c'era anche Attilio Pace, figlio d'arte di Daniele, che con Giancarlo Bigazzi, Alfredo Cerruti e Totò Savio diede vita ad un gruppo tanto irripetibile quanto immortale.
«Gli Squallor erano qualcosa di difficilmente definibile - dice Fabio Fantini -, che ne ha interpretato alcuni pezzi nella serata tranese, insieme con Alberto Cavaciocchi -. Erano un mondo a parte, un universo parallelo della musica leggera italiana che ci ha accompagnato per tutti gli anni '70 e '80, ma, purtroppo, oggi molto poco ricordati».
Gli Squallor sono, anche, parte della storia della radio. Le emittenti, soprattutto in quell'epoca, fondavano sugli Squallor il loro essere libere, diverse, propositive. Francesca Inghileri ha portato a Trani l'esperienza di Radio in, fondata a Palermo nel 1976 da un fan sfegatato degli Squallor.
La serata è stata condotta da Deborah Farina ed animata, fra gli altri, anche dall'attore Nicola Vicidomini.


