Avrebbe dovuto guidare lui ieri notte. Lo faceva abitualmente prestando servizio di volontariato da oltre sedici anni presso la confraternita Misericordia, di Andria. Probabilmente, però, voleva godersi un po' di riposo mentale e così, dopo avere trascorso la serata fuori con gli amici, a Bisceglie, aveva lasciato che uno di questi guidasse quella Ford Focus trasformatasi in una scheggia impazzita.
Come riferito ieri Nicola Castellano, 37 anni, di Andria, autista soccorritore, è morto sul colpo in seguito all'impatto della vettura guidata dal suo amico 34enne, B.P., rimasto gravemente ferito nell’impatto e adesso è in stato di arresto per omicidio stradale. Infatti, all’esito delle analisi effettuate sul suo sangue, si è accertata la presenza di un tasso alcolemico superiore a quello previsto per legge.
Così, una serata passata in allegria non soltanto si è trasformata in tragedia, ma adesso determinerà pesanti strascichi tra una persona morta, una famiglia distrutta, un’altra persona gravemente ferita – una donna seduta sul sedile posteriore di quella vettura - ed uomo anch’egli in condizioni critiche e che ha già a carico la pesante accusa di avere, con colpevole superficialità, causato la morte di un amico.
Castellano, che non era sposato, insieme con i tre fratelli e gli stessi genitori, svolgeva servizio di volontariato. Non era soccorritore di 118, ma era comunque specializzato come autista nel primo soccorso e gli venivano affidate numerose mansioni per la notevole esperienza accumulata sul campo.
I suoi colleghi, ancora increduli, lo descrivono come una persona mite ed assolutamente prudente, al punto che, quando si usciva la sera con lui, la guida della vettura gli veniva sempre affidata in quanto non bevitore e senza vizio alcuno. Purtroppo, in questa funesta circostanza, per un cambio di programma apparentemente incomprensibile, alla guida non c'era lui.

