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Cava dei veleni bis a Trani, Cna Bat: «Forte preoccupazione tra le imprese della zona»

«Siamo fortemente preoccupati per la nostra salute e quella dei nostri collaboratori – dipendenti». «La cava fumante sta provocando anche seri danni di immagine alle nostre aziende». «Che sta succedendo a Trani? Da città turistica a città dei veleni?». «Siamo stanchi di ascoltare solo promesse e inutili rassicurazioni, chiediamo che si intervenga subito».

Sono queste alcune delle proteste che abbiamo ricevuto dalle nostre aziende associate, ubicate nella zona artigianale-industriale di Trani in Via Andria, molto vicine alla zona della cava fumante di Contrada Monachelle, senza contare la presenza delle altre discariche pericolose ubicate entro un raggio di 500 metri.

Molte di queste aziende operano anche del settore agroalimentare, delle eccellenze, esportando i loro prodotti in tutto il mondo, con numerosi dipendenti. Sono ormai diversi mesi che l’aria è irrespirabile, si avverte un odore irritante che provoca nausea e tosse. Aria nociva che arriva non solo in tutta la città di Trani ma, a seconda dei venti, anche nelle città limitrofe di Andria, Barletta e Bisceglie.

Nonostante le rassicurazioni dei rappresentanti dell’amministrazione risalenti al mese di novembre 2017, vani sono stati i tentativi di soffocamento dei fumi provenienti dalla cava e, quel che più appare preoccupante, di individuazione delle reali cause che stanno alla base di questo preoccupante fenomeno. Oltre al rischio sanitario, sul quale ci sembra superfluo soffermarci, vi è anche un concreto “danno di immagine” per il nostro territorio, con ripercussioni negative per l’economia della città di Trani e del territorio della Bat, che i nostri amministratori fanno evidentemente fatica a cogliere.

Rivolgiamo, pertanto, un appello a tutti i consiglieri comunali delle città di Trani, Andria, Barletta e Bisceglie, affinché chiedano ai loro rispettivi sindaci (che, unitamente ai consigli comunali, sono i massimi garanti e responsabili della salute delle popolazioni dei rispettivi territori), un intervento fermo, deciso, radicale e non più procrastinabile per l’individuazione delle cause, per la bonifica urgente dei siti interessati e per il monitoraggio dell’aria e della falda, probabilmente già contaminata.

Michele De Marinis - Presidente Cna Bat


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