Il dirigente della Prima area, Leonardo Cuocci Martorano, ha determinato in 241.000 euro la spesa che il Comune di Trani dovrà sostenere, con successivo rimborso parziale dallo Stato, per la consultazione del 4 marzo, approvando il piano organizzativo ed economico generale.
L'importo comprende: 10.000 euro per beni di consumo; 15000 per attrezzature elettorali (tavoli, sedie e cabine); 10.000 per spese diverse (noleggio palchi, assistenza sistematica); 50.000 per il facchinaggio (compreso Il nolo di automezzi e servizio defissioni; 100.000 per il personale comunale, per prestazioni di lavoro straordinario e contributi; 6.000 per buoni pasto; 50.000 per i componenti dei seggi elettorali, fra competenze e indennità.
L'ultimo impegno di spesa per il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che è stata anche l'ultima consultazione elettorale tenutasi a Trani, era stato di 162.000 euro. Le differenze più significative sono nelle spese per i componenti dei seggi, salite da 32.500 a 50.000 euro, nel facchinaggio da 20.000 a 50.000 euro, nel personale dipendente, da 90.000 a 100.000 euro.
L'aumento oggettivo è quello legato ai compensi dei componenti dei seggi: in occasione dei referendum vi erano uno scrutatore in meno per seggio e, sempre in quel referendum, anche una scheda in meno. Per questi motivi il costo lievita nell'esatta misura precedentemente descritta.
