Lo stato del manto stradale in città è generalmente pessimo, ma in alcune vie si va persino oltre i limiti della decenza. E questo accade, soprattutto, in strade che si trascinano problemi di carattere urbanistico mai risolti, a causa dei quali gli interventi di manutenzione si contano letteralmente sulle dita di una mano.
È il caso, per esempio, di via Spalato, che congiunge via Malcangi con il lungomare Cristoforo Colombo tra via Pola e via Palermo. La strada fu rilasciata, come privata ad uso pubblico, dopo l'approvazione del piano regolatore generale del 1971 e relative edificazioni. Ma si tratta di una striscia particolarmente stretta, poiché quella confinante è un area privata che il costruttore dell'adiacente complesso immobiliare, i cui ingressi sono tutti in via Palermo, ritenne di recitarla senza mai trovare una qualsivoglia soluzione con il Comune di Trani.
Così, l'unica lingua disponibile di via Spalato, che si restringe particolarmente nel tratto finale verso il lungomare Cristoforo Colombo, è letteralmente disseminata di buche che la rendono del tutto impraticabile. Ccon l'approvazione del Piano urbanistico generale del 2009 si era denominata quella strada «di Pug», ma il termine di cinque anni, entro i quali procedere all'esproprio, è scaduto senza effettuare alcuna operazione. Pertanto, si è ritornati al punto di partenza e, qualora si voglia allargare via Spalato, bisognerà tornare in consiglio comunale con un provvedimento ad hoc.
A prescindere dei problemi urbanistici, la giurisprudenza ha più volte riaffermato che la manutenzione delle strade private ad uso pubblico compete ai comuni, e non certo ai proprietari dei suoli. Una sentenza della Corte di Cassazione, dell'11 novembre 2011, sembra sgombrare il campo da ogni equivoco dando atto del fatto che «il Comune deve provvedere alla manutenzione delle strade, nonché delle aree limitrofe alle stesse, atteso che è comunque obbligo dell'ente verificare che lo stato dei luoghi consenta la circolazione dei veicoli e dei pedoni in totale sicurezza. Infatti, se il Comune consente alla collettività di utilizzare un'area di proprietà privata, per il pubblico transito, si assume anche l'obbligo di accertarsi che la manutenzione dell'area e dei relativi manufatti non venga trascurata. Ciò costituisce un preciso dovere della Pubblica amministrazione, integrando gli estremi della colpa e determinandone, altresì, la responsabilità per gli eventuali danni causati all'utente dell'area, non essendo rilevante la circostanza che la manutenzione spetti al proprietario dell'area medesima».
Di conseguenza, la necessità di rimettere in sicurezza via Spalato, rendendola nuovamente percorribile senza particolari intoppi, diventa più che mai impellente.


