A distanza di vent'anni dalla morte di Lucio Battisti, la rivalutazione dei lavori realizzati alla fine della sua carriera musicale con Pasquale Panella, nonché la fugace parentesi della collaborazione con sua moglie, Grazia Letizia Veronesi, in arte Velezia, nell'album «E già», non riescono a scalfire quasi per nulla l'epopea del binomio Battisti-Mogol.
La collaborazione fra i due, visivamente suggellata dalla storica cavalcata Milano-Roma, del 1970, ha rappresentato forse il timbro più indelebile del rapporto fra autori, rispettivamente delle musiche e dei testi, nella storia della canzone italiana. E non è un caso, pertanto, se proprio in questa circostanza particolare se ne pongano in risalto le virtù attraverso l'ennesima opera letteraria celebrativa.
«Vento nel Vento. Dieci anni di Lucio e Giulio», edito da Florestano, ultimo libro di Fulvio Frezza, sarà presentato oggi, sabato 10 febbraio, presso la Biblioteca di Babele, in piazza Longobardi, a partire dalle 19. Il libro, un autentico viaggio esplorativo nella vita del grande cantautore e del suo rapporto con Mogol, ci riconsegna una fitta matassa di ricordi e aneddoti, che l’autore dipana e accomoda in pagine dense di emozioni. Frezza ripercorre la storia di una felicissima collaborazione professionale e di una grande amicizia, da cui scaturì una produzione musicale ancora oggi riconosciuta come fondamentale modello di riferimento per il cantautorato italiano.
Peraltro, «Vento nel vento» rappresenta la canzone che meglio esalta l'arrangiamento dell'album in cui è contenuta, «Il mio canto libero», ma anche gli altri fortunati lavori di quel fecondo periodo musicale delle carriere di Battisti e Mogol. Ne fu autore Gian Piero Reverberi, storico compositore ligure della musica leggera italiana, che successivamente avrebbe anche fondato i Rondò veneziano.
Reverberi ha anche arrangiato pezzi storici come Anna e Marco e L'anno che verrà, di Lucio Dalla, Ciao amore ciao, di Luigi Tenco, Amor mio ed Io e te da soli, di Mina, peraltro scritti entrambi da Battisti e Mogol. L'esaltazione degli archidiretti da reverberi, insieme con la voce di Battisti e la poesia di Mogol, sono l'essenza di un'epoca musicale del tutto irripetibile.
Il volume di Fulvio Frezza, favorito da un editore da sempre specializzato nella pubblicazione di opere ambientate nella musica, renderanno la serata alla biblioteca di Babele, nella quale farà gli onori di casa Rosangela Cito, a maggior ragione, uno spicchio di magia che conterrà un po' tutto questo. E molto altro.


