I ritrovamenti archeologici sul piazzale del Monastero di Colonna non rappresentano il primo caso di incrocio di reperti nella storia recente della nostra città.
Infatti, non distante da lì, in piazza Marinai d'Italia, il cantiere per l'edificazione di un complesso alberghiero residenziale proposto dalla società Besa, di Minervino Murge, è ancora bloccato in seguito ad una serie di saggi archeologici che, peraltro, non hanno rivelato significative presenze al punto che le autorità preposte hanno autorizzato la realizzazione del progetto. I ritrovamenti erano avvenuti esattamente un anno fa.
A maggio 2016 notevole fu l'interesse destato dall'individuazione di un sarcofago sotto la lastra sepolcrale di via Ognissanti, nei pressi dell'omonima chiesa, durante la realizzazione di scavi per la collocazione della fibra ottica. Anche in quel caso, dopo le verifiche di rito, la lastra fu ripristinata tal quale. In realtà, come specificato da un nostro lettore, il dottor Francesco Fornelli, «nel 2016 fu semplicemente eseguita una verifica delle condizioni di conservazione da parte della Soprintendenza, approfittando dei lavori di rifacimento del cordolo stradale. Quella lastra fu già studiata da Silvia Pasi in uno studio pubblicato nel 1980 (Silvia Pasi, Un rilievo bizantino con raffigurazione di angeli conservato a Trani, «Vetera Christianorum», XVII, 1980). Secondo la Pasi, gli Angeli della lastra assumono la veste di militia Christi, generalmente attribuita agli Apostoli Pietro e Paolo, a custodia della Crucx Coelestis. Questo tema iconografico è tipico della produzione orientale di V e VI secolo, sopratutto nella capitale dell'Impero e, a seguito di raffronti, si potrebbe considerare un prodotto di importazione. In particolare la resa stilistica lo collocherebbe nella prima metà del VI».
Ad ottobre 2014, durante gli scavi per le fondamenta di nuove ville a Capirro, furono ritrovate tracce di insediamenti del terzo secolo. Per carenza di fondi, furono messe in sicurezza e richiuse.
A novembre 2008, durante le opere di messa in sicurezza della falesia e riqualificazione del litorale di levante, nella zona della seconda spiaggia, emersero i resti di una villa romana. Pure in questo caso, come nei precedenti, dopo accertamenti e saggi, gli enormi costi dei lavori di valorizzazione consigliarono di mettere in sicurezza ed occludere quanto ritrovato, nell'attesa di tempi migliori.



