«Abbiamo appreso con stupore dell’intervento di una consigliera comunale di maggioranza (Francesca Zitoli, ndr) che, nel silenzio assordante di un’opposizione sempre più inesistente, ha finalmente squarciato il “velo di Maya” che avvolge l’azienda Amet.
Dalle parole della consigliera, difatti, abbiamo appreso che, a seguito di incontri sindacali con la Rsu (che dovrebbe, di regola, rappresentare in tali incontri tutti i lavoratori, nessuno escluso!) il presidente, di proprio pugno, ha assegnato ad alcuni dipendenti mansioni superiori con relativo aumento salariale, arrogandosi poteri e funzioni dell’amministratore delegato. Il tutto è accaduto senza dar conto al socio unico dell’Azienda, ovvero il Comune di Trani.
Alla base di tali “decisioni” unilaterali di un presidente che pare assumere le vesti di titolare unico di un’azienda privata si evince una manifesta disparità di trattamento: ci risulta, difatti, una forte discriminazione nei confronti di alcuni dipendenti non iscritti ai sindacati “clou” (ai quali gli stessi Rsu sono iscritti!) presenti al tavolo delle trattative; ci risulta, ancora, una discriminazione nei confronti di coloro che hanno “pendenze legali” con l’azienda.
Altra questione nebulosa, ma non meno importante, riguarda la presenza in azienda di un dipendente della società Odoardo Zecca di Ortona, azienda distributrice di energia elettrica (concorrente di Amet spa) aggiudicatrice del bando (624 mila euro), la cui “attività” prestata costerebbe circa 65 euro l’ora. Senza parlare, inoltre, dei vari costi che Amet spa sta sostenendo nei confronti della stessa azienda in termini di formazione, implementazioni, canoni e ticket. Qualcuno ci chiarisca se tutti questi costi rientrino nella gara/capitolato e, in caso contrario, il motivo che ha portato a queste integrazioni. Ci chiediamo se ci sia un responsabile del procedimento (Rup) con capacità e competenze tecniche tali da poterne, quantomeno, verificarne la necessità.
Qualcuno ci spieghi il motivo per il quale tali notizie siano venute fuori da una esponente dell’amministrazione Bottaro e non dall’opposizione silente di centrodestra, impegnata nella campagna elettorale “farlocca” per portare acqua al mulino dei forestieri. Amet non è una mucca da mungere, auspichiamo che lo capiscano tutte le fazioni politiche una volta per sempre.
Antonio Loconte e Fabrizio Sotero - Rete Civica Solo con Trani
