Il movimento Trani a capo ha diffuso, sulla sua pagina Facebook, immagini aggiornate relative alla cava fumante di contrada Monachelle. L'operatore documenta il persistente rilascio di fumi a distanza di cinque mesi dalla localizzazione del sito e più tempo rispetto all'effettivo inizio della combustione. «E noi, in città - scrive il portavoce, Antonio Procacci -, respiriamo spesso una puzza insopportabile, qualcosa sta forse contaminando la falda acquifera ma ancora non accade nulla. E tutto questo è vergognoso ed inconcepibile».
A detta del capogruppo consiliare, Aldo Procacci. «a distanza di un mese dal sopralluogo con i vigili del fuoco non è cambiato nulla. Anche se il sindaco ha chiarito che è importante capire come intervenire, perché c'è il rischio di un'esplosione, è possibile che, dopo trenta giorni, non si sia ancora compreso e non si avverta l’esigenza di pretendere un intervento immediato per porre fine alla contaminazione?».
La collega in consiglio, Maria Grazia Cinquepalmi, si chiede a sua volta «come mai la Asl non stia intervenendo su questa vicenda, ma anche perché l’ordinanza del sindaco su quella cava sia priva di scadenze e sanzioni e, praticamente, non vale nulla. Ma, del resto, lo steso sindaco ha chiarito che, a suo dire, quei fumi sono pericolosi solo per chi si trova a meno di dieci metri dalla cava».
Trani a capo ha interessato della questione il Ministero dell'ambiente e tutela del territorio e del mare. «Ed il Ministero - riferisce Procacci -, per l’ennesima volta, ha chiesto spiegazioni a Regione, Provincia, Arpa, Comune e Amiu sulla nostra segnalazione di danno ambientale, includendo per la prima volta anche la cava fumante. Chiediamo al sindaco - è l'appello - di intervenire senza indugio e chiedere aiuto a Regione e Ministero. Gli strumenti legislativi ci sono, vanno soltanto attivati. Se non vedremo interventi immediati - conclude Trani a capo - ci attiveremo con diverse forme di protesta».

