Come abbiamo scritto in altro spazio, è stato firmato un protocollo tra Comune di Trani e Politecnico di Bari per l’abbattimento delle barriere architettoniche. L’attuazione di questo protocollo potrebbe ovviamente migliorare la condizione di vita dei disabili nella nostra città, ma quali altri passi avanti sono stati fatti in merito? È stato istituito, tempo fa, l’Osservatorio sulle barriere architettoniche. Nel corso degli ultimi incontri (avvenuti, peraltro, a distanza di due mesi l’uno dall’altro), si è parlato di un piano di fattibilità per il Comune. Tanti i soggetti e le associazioni coinvolte in quel tavolo di concertazione, che ha come obiettivo il miglioramento della qualità della vita di centinaia di disabili tranesi che ogni giorno devono convivere con numerose difficoltà. Ma deve prevedere anche la cronica assenza di fondi.
Se passi avanti sono stati fatti in alcuni edifici scolastici (prendiamo ad esempio il caso dell’ascensore alla “D’Annunzio”, permangono delle criticità, invece, in alcune zone della città, in particolare nel centro storico, come segnalato da alcuni disabili (in foto, piazza Cesare Battisti, il cui marciapiede non è provvisto di alcuno scivolo, come già scritto).
Il «promotore di accessibilità», Gennaro Palmieri, nominato dal sindaco, si è dimesso due mesi fa scrivendo: «È stata solo una pagliacciata».
E ci chiediamo anche, al netto delle polemiche e proposte che in questi giorni stanno avanzando gli ordini professionali, le associazioni di categoria, gli imprenditori, perché anche per il Regolamento sui dehors non sia stato convocato l’Osservatorio, che avrebbe potuto apportare il proprio contributo valutando, per esempio, se le strutture in alcuni punti nevralgici della città non costituiscano delle vere e proprie barriere architettoniche.
Federica G. Porcelli

