Un papà che, pur di trovare i soldi per giocare, sarebbe disposto a vendere una consolle per videogiochi del proprio figlio. E la frase finale, «la ludopatia gioca con la tua vita e con il loro futuro». È questo uno dei filmati, realizzato dalla Regione Campania e dall’associazione Risvegli, disponibile a questo link, che è stato mostrato ieri dall’assessore Felice Di Lernia a tutti i ragazzi intervenuti per la premiazione dei partecipanti e dei vincitori del concorso bandito dal Comune di Trani “Creativi cercasi – il tuo slogan contro la ludopatia”.
Lo slogan che ha vinto è stato quello di un gruppo di ragazzi del “Vecchi”, «Se devi azzardare, azzarda a sognare», e sarà usato per le iniziative che l’Ente metterà in campo per consapevolizzare tutti i cittadini sul rischio del gioco. «È solo il primo di una serie di eventi che terremo - ha spiegato Di Lernia ai ragazzi -. Pensiamo di creare un video e mettere in campo altre iniziative che coinvolgeranno tutta la cittadinanza». Il nome del vincitore è stato svelato dal sindaco, Amedeo Bottaro, in un video. Il primo cittadino, infatti, si trovava a Roma. Sono state consegnate delle pergamene a tutti i ragazzi, i dirigenti e i docenti partecipanti.
Un dramma nascosto tra le mura di casa, ma del quale si parla e si deve parlare sempre di più, nel contradditorio, perverso, gioco dello Stato, che da un lato guadagna ingenti somme dal gioco (lotterie, gratta e vinci, “macchinette”come vlt, slot, awp), dall’altro investe nella cura di chi si ammala proprio a causa di quel gioco che esso stesso fomenta. A questo va aggiunto il fenomeno del gioco illecito, sommerso, anch’esso causa di malattia (oltre che di perdite economiche per chi cade in quella trappola). Perché la dipendenza è una malattia.
Una recente inchiesta, “L’Italia delle slot”, condotta dal gruppo Gedi e da Visual lab in collaborazione con Dataninja, incrociando i dati di popolazione, reddito e raccolta gioco, ha creato un database interrogabile in grado di mostrare dove e quanto si gioca in oltre 7.000 comuni italiani. A Trani, secondo queste stime, sarebbero stati spesi, nel 2016, 1.473 euro pro capite (481 euro in awp, o “new slot”, macchine presenti in bar e tabaccherie, che erogano vincite in denaro e accettano solo monete; 992 euro in vlt, videolottery, simili alle slot machine ma che utilizzano altri meccanismi, più sofisticati, e per questo presenti in locali dedicati). Questo dato, che comunque riguarda solo le slot machine e non tutti gli altri giochi esistenti (gratta e vinci, lotterie etc.) è stato contestato da alcune associazioni e centri di cura. Si tratta pur sempre di stime. Di fatto, in Italia, il business è ingente. Ma la cura c’è, e la sensibilizzazione è importante.
La conferenza di ieri, dedicata ai ragazzi, a una generazione che potrà migliorare sotto molteplici aspetti, si è chiusa con un altro filmato, uno spot del Rotary club di Modica, di sensibilizzazione sui rischi legati alla ludopatia, disponibile a questo link, che ricorda come il gioco sia tutto, tranne che malattia o dipendenza. «Il gioco d’azzardo ti può rovinare la vita. Smettere è l’unica scommessa vincente».
Federica G. Porcelli










