In piazza Alfredo Albanese, soltanto un mese fa, è stato piantato un ulivo della pace accanto alla stele che ricorda il commissario tranese trucidato dalle Brigate rosse. Oggi quel terreno è disseminato di rifiuti e, accanto a quell'aiuola, dove è collocata una fontana, ieri mattina due bottiglie in plastica erano state abbandonate ad appena due metri dal cassonetto per la raccolta differenziata della stessa plastica. Immagini che denotano un comportamento totalmente irrispettoso delle regole, e del buon senso, che troppo spesso complica le cose in una città già di per sé complicata.
A Trani, dove finiscono le responsabilità del Comune e della sua azienda partecipata Amiu, a causa di una gestione dei rifiuti allo stato non soddisfacente e con una percentuale di raccolta differenziata ancora troppo bassa (nell'ordine del 20 per cento), iniziano quelle di cittadini a dir poco «sporcaccioni».
L'amministrazione comunale, in ogni caso, sta provando a cambiare rotta inasprendo controlli e sanzioni. «E continueremo a farlo costantemente e, soprattutto, utilizzando agenti della Polizia locale in borghese», fa sapere l'assessore al ramo Cecilia Di Lernia, che insieme con il collega in giunta all'ambiente e decoro urbano, Michele di Gregorio, sta cercando di imprimere un giro di vite al fenomeno del conferimento incontrollato di rifiuti in ogni luogo possibile e immaginabile.


