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Cava fumante, Bottaro rompe gli indugi: «La Procura di Trani ci dirà come intervenire e la bonifica la farà il Comune, rivalendosi sui responsabili»

Il Comune di Trani è pronto all'esecuzione in danno dei lavori di spegnimento dei fumi, messa in sicurezza e bonifica della cava fumante di contrada Monachelle. Lo fa sapere il sindaco, Amedeo Bottaro, comunicando che è in atto lo stanziamento dei fondi per l'intervento che Palazzo di Città farà eseguire con diritto di rivalsa su colui, o coloro, che saranno individuati quali effettivi responsabili dell'inquinamento di quel sito, da sei mesi interessato dalla combustione di oli minerali stoccati da tempo non meglio precisato, ed in quantità da definirsi.

Il primo cittadino appare più che determinato nel percorrere questa strada, soprattutto dopo il ricorso al Tar delle proprietarie di quella cava dismessa contro la sua ordinanza di bonifica, emanata nei loro confronti. La giustizia amministrativa non si è espressa sull'istanza di sospensiva proposta dalle eredi Cortellino, ma si riserva di decidere nel merito ed in tempi brevissimi, probabilmente già entro la fine di questa settimana.  

Bottaro, nell'attesa del verdetto, fa sapere che «la soluzione che auspicavo è che i privati non si formalizzassero in ricorsi per comprendere la competenza o quant'altro, ma intervenissero prontamente almeno per l'eliminazione del fumo e, quindi dell'incendio che in questo momento è in atto. Tutto questo al netto della definizione del responsabile dell'inquinamento e delle attività da compiersi per la bonifica del sito. Più volte abbiamo convocato la proprietà - riferisce il sindaco -, ma tutte queste convocazioni non hanno sortito alcun effetto».

Come è noto, l'area è sotto sequestro e sia il Comune, sia gli altri enti interessati al problema, stanno agendo concordemente con la procura della Repubblica e, segnatamente, il sostituto procuratore, Alessandro Donato Pesce, titolare del fascicolo. «Ci sentiamo diciamo quasi quotidianamente con lui - fa sapere Bottaro -, tanto è vero che posso confermare che la Procura ha nominato un consulente che dovrà effettuare la perizia per definire l'intervento che sarà possibile effettuare per la messa in sicurezza di emergenza, così da eliminare definitivamente i fumi da quella da quella cava».

Il Comune, nel frattempo, si prepara a fare la sua parte: «Stiamo già predisponendo le somme - conferma Bottaro - perché, appena avremo piena contezza sull'intervento da fare, il Comune a questo punto, preso atto dell'impugnazione della mia ordinanza, intende esercitare i poteri sostitutivi, di cui all'articolo 252 del Testo unico in materia ambientale. È la stessa fattispecie di cui ci siamo avvalsi  per la discarica, perché, non essendo al momento stato individuato il responsabile, e poiché la proprietà non intende intervenire, al punto da avere impugnato la mia ordinanza, il sindaco esercita i poteri sostitutivi e sarà cura del Comune intervenire, salvo diritto di rivalsa nei confronti del responsabile dell'inquinamento».  

Il primo cittadino non rivela altri dettagli, anche perché coperti da segreto istruttorio: «Nel rispetto dell'indagine in corso - conclude Bottaro -, attendiamo gli esiti della consulenza per comprendere cosa fare in perfetta sicurezza, in sinergia con Arpa, AslL e Vigili del fuoco. Così saremo pronti ad intervenire per eliminare definitivamente il problema dei fumi, così da aprire il discorso successivo, che sarà quello della bonifica del sito».


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