È stato firmato il protocollo d’intesa sull’edilizia giudiziaria che, attraverso l'erogazione di una cospicua somma per il completamento di Palazzo Carcano, la messa in sicurezza di palazzo Gadaleta e l'adeguamento degli altri immobili, “blinderà” il Tribunale a Trani. Per l'occasione, era presente a Trani il ministro della giustizia, Andrea Orlando, che ha parlato di un «passo importante, che risolve una questione annosa. Nei prossimi mesi si inizieranno già a vedere realizzati i primi passi e questo sarà un fatto positivo per il funzionamento degli uffici ma anche per l’assetto della città. La realtà giudiziaria si consolida con ogni evidenza, mantenendo un suo ruolo e una sua centralità».
Una cronista ha chiesto al ministro come mai questo protocollo sia stato firmato proprio in piena campagna elettorale. Egli ha risposto: «Ho fatto le cose quando erano pronte e lo farò fino all’ultimo giorno, perché ho un dovere istituzionale. Non mi pareva un’idea molto intelligente non portare in fondo un lavoro perché c’erano le elezioni, perché avrebbe danneggiato gli elettori». I tempi in effetti sono stati anticipati rispetto a quanto annunciato l’ultima volta che Orlando era stato a Trani.
La firma di questo protocollo potrebbe avere delle ricadute positive sui tempi della giustizia, che potrebbero essere accorciati: «Io penso che molto si possa fare per migliorare i tempi dei processi, abbiamo anche provato a farlo. Il più si fa con un’adeguata collocazione logistica degli uffici e con il personale, entrambi i temi su cui abbiamo concentrato la nostra attenzione. Trani è una città nella quale abbiamo sciolto nodi che erano sul tavolo da più tempo». Più spazi, più personale. «Abbiamo fatto il primo concorso da 25 anni a questa parte per aumentare il personale amministrativo presente negli uffici, coinvolgendo 80.000 persone. Lasciamo in dote una graduatoria aperta e nuove unità, giovani, che entrano negli uffici. Le ricadute ci sono anche in Puglia».
Al ministro è stato donato un antico libro del 1800 di cui il tribunale aveva un'unica copia, ma che ha voluto ugualmente donare «per riconoscenza a seguito del rilevante interesse mostrato per la tutela della storica istituzione giudiziaria» tranese.















