«Il primo ciak della mia vita? Una sensazione strana, ma estremamente bella. Oggi (ieri, ndr) inizia la nostra avventura, tante persone che contano su di noi, noi come gruppo di ragazzi, attori e, soprattutto, amici».
Così Chiara Aurora, la 17enne violoncellista tranese che, da ieri, come anticipato, è ufficialmente sul set di Milano de «La compagnia del cigno», ideata da Ivan Cotroneo e scritta con Monica Rametta, e prodotta da Indigo film e Rai fiction in collaborazione con il Comune di Milano. Tutti gli episodi saranno diretti da Cotroneo, che si cimenta per la prima volta da regista in una serie di dodici episodi da 50 minuti.
I protagonisti sono sette adolescenti, molto diversi fra loro per estrazione, temperamento, forza e carattere, che frequentano il conservatorio Giuseppe Verdi di Milano. Ognuno di loro ha talento, ma è costretto a misurarsi con la vita, le famiglie, le regole della disciplina e un durissimo direttore d'orchestra che pretende da loro il massimo, in una città come è Milano oggi, che può aprire i loro sogni al mondo. Alessio Boni interpreterà il ruolo del direttore d'orchestra, Luca Marioni. Sul set, fra gli altri, anche Anna Valle, Stefano Dionisi, Rocco Tanica e Marco Bocci e Giovanna Mezzogiorno.
Fra gli attori del cast "senior" vi è un altro tranese, Pasquale Di Filippo, che peraltro vive e lavora da vent'anni lontano dalla sua città natale. Ha studiato alla scuola del Piccolo teatro di Milano, sotto la guida di Luca Ronconi, e ha recitato a fianco, tra gli altri, di Massimo Popolizio, Mariangela Melato, Massimo De Francovich. Nel dicembre 2017, a Palermo, è andato in scena con Doppio Sogno per Palermo, di Arthur Schnitzler, con la regia di Rosario Tedesco. Per la tv ha preso parte all’ultima stagione della serie «Non uccidere», produzione Rai.
Chiara, invece, è alla prima esperienza assoluta da attrice, ma non da musicista, in quanto iscritta al conservatorio Nino Rota, di Monopoli, con numerosi concerti già alle spalle. Cotroneo, scegliendo lei e gli altri sei ragazzi fra 1800, ne ha colto le potenzialità artistiche, oltre la musica, e l'ha voluta nel cast "junior": «Sono molto lontana da casa - ammette - ma la cosa particolare è che sento un’aria di casa anche qui, nel camerino prima di andare in scena, sul set fra tutte le altre persone che lavorano con noi e per noi. Tanta responsabilità, paura, felicità».




