Quella di oggi, domenica 4 marzo, non è soltanto la data delle elezioni politiche, ma anche, e soprattutto, il primo anniversario della «Marcia per la legalità» che si tenne un anno fa in città. Una manifestazione della quale il sindaco, Amedeo Bottaro, conserva tuttora, come foto di copertina della sua pagina Facebook, un momento che lo ritrae, davanti alla cattedrale, mentre parla alla piazza.
A distanza di un anno, cosa è cambiato? E, soprattutto, Trani è davvero più sicura? «Per fortuna non si sono registrati episodi particolarmente violenti da allora - risponde il primo cittadino - e, a mio parere, quello di Trani è più un problema di percezione della sicurezza, che non di una città effettivamente insicura. Adesso bisogna lavorare di più per rendere maggiormente percepito il senso di sicurezza e, devo ammettere, ho trovato nel nuovo prefetto una persona molto sensibile. Recentemente si è visto un fortissimo dispiegamento di forze dell'ordine in città che è servito da deterrente e mi fa ben sperare sul fatto che si stia andando verso la direzione giusta».
Quanto ala Polizia locale, «non si può chiedere ai comuni di prodursi anche in questo sforzo per garantire la pubblica sicurezza - è la tesi di Bottaro -, sia per la dotazione assolutamente inadeguata di vigili che purtroppo abbiamo, sia per la sostanziale incapacità nella stessa Polizia municipale di svolgere questo tipo di attività, poiché ben altri sono i compiti cui i nostri agenti sono chiamati. L'Esercito? Altrettanto inutile perché, nelle grandi città, i soldati svolgono soltanto attività di presidio. A noi, invece, serve soprattutto una maggiore presenza di forze dell'ordine in città».
Quella manifestazione nacque e sulla scorta di un grave fatto di sangue, l'omicidio per strada di Antonio Mastrodonato, che avvenne il 12 febbraio 2017, Forse i fatti di cronaca legati alla criminalità organizzata si sono in qualche modo affievoliti, ma la microcriminalità continua a preoccupare, soprattutto con riferimento ai reati contro il patrimonio: si rubano auto, si sfilano ruote delle vetture di grossa cilindrata, i cittadini non si sentono neanche più sicuri in casa.
Peraltro, secondo Bottaro, «rispetto ai fatti di sangue, questi sono problemi sono sicuramente meno gravi, ma tutt'altro che trascurabili, purtroppo, perché ormai fanno parte della nuova società e del nostro nuovo vivere quotidiano, difficili da combattere perché molto estesi e radicati. Tuttavia, credo che una maggiore presenza delle forze dell'ordine, da una parte, ed il rafforzamento di vigilanza degli immobili e videosorveglianza, da parte nostra, possa concorrere a tenere questi fenomeni più sotto controllo».
Dopo quella marcia, il consiglio comunale approvò un ordine del giorno relativo alla legalità e fu istituito un tavolo permanente. Uccio Persia, rappresentante di un sindacato di Polizia, più avanti avrebbe lamentato il fatto che tutto fosse rimasto lettera morta ed il sindaco non avesse fatto nulla: «Invece i componenti di quel tavolo si stanno incontrando informalmente - fa sapere Bottaro -, per approntare un regolamento per il funzionamento del tavolo stesso, e che credo sarà licenziato di qui a pochissimo. Il lavoro si sta facendo ed affermare che un sindaco, che ha già di per sé troppi problemi da risolvere, debba anche risolvere da solo quelli dell'ordine pubblico mi sembra, quanto meno, strumentale».

