«Nessuna ripercussione sulla nostra vita amministrativa, le politiche sono un'altra cosa». Ne è certo il sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani di un voto che, anche a Trani, ha fatto registrare il trionfo del Movimento cinque stelle e l'ascesa della Lega, nonostante la scarsissima rappresentanza sul territorio di quest'ultima.
Questo risultato, Bottaro, se lo aspettava? E sì, davvero in questa misura? E quanto inciderà nel nell'amministrazione della cosa pubblica a Trani? «Me lo aspettavo, ma non in questa portata - risponde il primo cittadino, da tempo aderente al Pd -. I sondaggi i sondaggi davano in Puglia tutti i collegi al Movimento 5 Stelle e il Pd intorno al 18 per cento. Speravamo di prendere qualcosa in più, ma è evidente che il vento era decisamente contrario. Peraltro - sottolinea il primo cittadino -, il fatto che le politiche abbiano scarsa rilevanza rispetto alla vita amministrativa sembra dimostrarcela la conferma di Zingaretti al vertice della Regione Lazio, nonostante la debacle del Pd».
Bottaro, per motivare meglio la sua analisi, fa notare che «proprio qui a Trani, anche il centrodestra registra l'anomalia di Fratelli d'Italia, perfettamente radicata sul territorio, che prende meno voti della Lega, ma questo non significa che Trani sia improvvisamente diventata una città leghista. La verità è che siamo in presenza di un voto di protesta, tutto nazionale, che ha poca attinenza sulla vita amministrativa della città».
Il primo cittadino, inoltre, condivide pienamente la tesi per cui questo risultato sia figlio, anche, di una legge elettorale rivelatasi ibrida: «Non siamo riusciti ad ottenere neanche quel poco che i collegi uninominali e plurinominali avrebbero dovuto garantire. La gente non ha compreso questa legge elettorale e, alla fine, è emerso soltanto il voto di opinione e la gente ha votato il simbolo, a prescindere dei candidati. Io penso che in molti abbiamo votato 5 stelle senza sapere chi fosse il candidato e non lo dico tanto per il nostro collegio, dove ne avevamo uno radicato sul territorio (Giuseppe D'Ambrosio, ndr), quanto ad candidati provenienti da altri territori e che oggi andranno a sedersi invece in parlamento. Paghiamo, sicuramente, una legge elettorale scellerata, nata sotto i migliori auspici e poi rimasta nella terra di nessuno, concorrendo ad un risultato oggettivamente deludente per noi».

