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Madonna dell'Apparizione, oggi il vescovo di Trani ne benedice l'Immagine restaurata

Questa domenica, 11 marzo, alle 19.30, l'arcivescovo, Monsignor Leonardo D'Ascenzo, presiederà una celebrazione eucaristica presso il santuario della Madonna dell'Apparizione, in via Andria, da alcuni anni sede della parrocchia Cristo Redentore.

Durante il rito sarà benedetto il simulacro della «Regina di Trani Maria Santissima dell'Apparizione», dopo l'intervento di restauro. Al termine della celebrazione saranno inaugurati gli ambienti, anche quelli restaurati, della confraternita. A promuovere l'evento il padre spiri-tuale, don Mauro Sarni, ed il priore, Savino Merra.

L'origine della chiesa si rileva da una antica lapide, ivi esistente: «Nell'anno 1529, scoppiò tale peste nella città di Trani per l'aria contaminata che molti ne morirono. Un medico della città, certo Pascariello Macchia, non potendo trovare un rimedio al morbo, volle abbandonare la città funesta. Ma nell'andarsene, imbattutosi verso la città di Andria, in un piccolo san-tuario, preso da riverenza e timore, ivi devotamente pregò per la salvezza dei concittadini e sua. La Madre di Dio, accogliendo la preghiera, lo ammonì di ritornare alla medesima patria e di fare su tutti gli infermi il segno salutare della Croce, ungendoli con la saliva. Oh, meraviglia!... Il morbo funesto che soffocava (strangolava) ad uno ad uno i concittadini, in virtù del segno prodigioso si spegneva (veniva esso stesso strangolato)».

La chiesa, cara al cuore dei tranesi per questo storico avvenimento, originariamente era una piccola cappella, abbandonata e sperduta tra il verde della campagna. Tanto che, un tempo, era soggetta ad inondazioni, ogni qualvolta sulla città si abbattevano temporali. Il rettore, monsignor Nicola Altobello, chiese aiuto ai vicini, per sgombrare l'acqua dalla chiesa e rimettere le suppellet-tili al proprio posto.

Per il suo indefesso lavoro e gran desiderio di vedere sistemata la dimora della Madre di Dio, egli, pian piano, facendo leva sulla carità dei tranesi, si accinse ad ampliare nella forma e ad abbellire l'antica chiesa. Oggi si ammira una chiesetta linda e corredata di tutto quanto è necessario per il buon funzionamento.

La sistemazione dell’Immagine della Vergine nel posto, ove oggi si trova, fu opera dello stesso monsignor Altobello e la divulgazione delle immagini avvenne sempre per suo interessamento.

Monsignor Altobello colse anche l'occasione della conoscenza di un detenuto pittore, che donò al santuario una bellissima tela su cui è raffigurata la Vergine con il medico Macchia inginocchiato.

Ma Altobello volle andare fino in fondo e fece presentare domanda all'arcivescovo di allora, monsignor Francesco Petronelli, perché eleggesse quel tempio santuario diocesano.

Mons. Altobello profuse il meglio delle sue energie perché il Santuario acquistasse maggiore prestigio e splendore e perché nel popolo di Trani non venisse meno la fede e la devozione verso la Vergine, la quale diede segno manifesto della Sua particolare protezione sui tranesi.


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