Hanno lavorato fino alle 9 di questa mattina i vigili del fuoco, ininterrottamente, utilizzando anche una ruspa. Sono intervenuti i pompieri di Barletta e Bari, insieme con la Polizia locale di Trani, e non è stato facile neanche per loro, così come per noi stamani, localizzare il luogo da cui, sin dalle 18 di ieri, si era alzata una densa colonna di fumo i cui odori giungevano fino in città.
Siamo in contrada Santo Dugno, nei pressi di via Sant'Angelo e della strada provinciale Andria-Bisceglie, in territorio di Trani. Su un terreno di 8000 metri quadrati, una depressione confinante con una cava, sono stati bruciati una gran quantità di fogliame e residui di frantoio.
Il terreno è di proprietà del titolare di un frantoio di Bisceglie, che adesso si trova presso la Polizia locale per fornire tutti i chiarimenti in merito a quanto accaduto e nell'attesa delle probabili sanzioni previste per legge.
Va anche detto che l'incendio ha riguardato sì materiale non pericoloso, ma è avvenuto in un'area adiacente un metanodotto, come indicano chiaramente i segnali gialli situati in linea ai confini del terreno oggetto dell'incendio.
Pertanto il pericolo si sarebbe potuto determinare se le fiamme fossero in qualche modo entrate in contatto con la conduttura del gas.
Dunque non si trattava di una nuova cava fumante «e peraltro - fa sapere l'assessore all'ambiente, Michele di Gregorio -, oggi mi sono recato a contrada Monachelle e quella non sta neanche fumando. La situazione è sempre più sotto controllo ed il consulente della Procura della Repubblica già compiuto i primi rilievi e, presto, fornirà nei dettagli le strategie dell'intervento di messa in sicurezza e bonifica, che farà il Comune a sue spese, fino all'individuazione del responsabile».


















