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Trani, la storia sotto i piedi: a Colonna ritrovati anche un vaso e un'ascia delle età di bronzo e ferro. Oggi riprendono gli scavi

Riapre oggi il cantiere di Amet, tra via Grado ed il piazzale del Monastero di Colonna, per l'allacciamento alla rete elettrica del monastero stesso e di Villa Ascosa. I lavori erano stati interrotti giovedì scorso, con il sopraggiungere della carovana della manifestazione di stuntman, successivamente trasferita in Piazza Marinai d'Italia.

Lo stesso cantiere aveva subito rallentamenti a causa del ritrovamento di reperti archeologici, sui quali sono tuttora in corso indagini, per altro giunti alla fase finale. A quanto si è appreso nelle ultime ore, sarebbero stati ritrovati anche un vaso e un'ascia, insieme con tutto quello che era già affiorato durante le settimane precedenti e di cui, oggi, vi rendiamo testimonianza.

BUCHE DI PALO DI MILLENNI FA

Le foto, gentilmente autorizzate dalla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Barletta-Andria-Trani e Foggia, rivelano in maniera evidente la presenza di buche di palo nelle quali si fondavano capanne e insediamenti di vario tipo della popolazione di età neolitica che risiedeva in quella zona. Le testimonianze presenti sul luogo risalirebbero al sesto millennio avanti Cristo fino all’ottavo secolo avanti Cristo.

Purtroppo a causa delle numerose precipitazioni delle settimane scorse, l'area interessata era prevalentemente cosparsa di fango, ma il certosino lavoro portato avanti dall'archeologo Giuseppe Ruggiero, che sta affiancando Amet nell'intervento, sta facendo emergere strati di argilla e terra che, a maggior ragione, sembrano evidenziare l'interesse storico e archeologico di quell'area.

UNA «VASCA» CHE PARLA

Per la cronaca, l'area interessata dal saggio è lunga 3 metri, larga 1 metro e mezzo profonda 70 centimetri. Ed è bastata questa «vasca» per mostrare, effettivamente, delle stratificazioni storiche particolarmente significative se inquadrate nello scenario complessivo della zona. Numerosi campioni di terra sono stati già raccolti e refertati, le classificazioni sono ulteriormente in corso e si lavora sia a mano, sia con l'ausilio di un aspirapolvere utile a meglio separare il materiale di interesse dal fango.

I RITROVAMENTI LUNGO L'ISTMO

Nel frattempo si sono rese disponibili anche foto relative alla precedente fase degli scavi effettuati da Amet, lungo il tratto in salita di via Grado che, dal lungomare Cristoforo Colombo, conduce al piazzale del monastero di Colonna. Le stratificazioni di trovate lungo quel percorso, sebbene di minore rilevanza, sono state anch'esse refertate e poi richiuse non prima di averle coperte, come da prassi, con il cosiddetto «tessuto non tessuto».

LA PROTESTA

La condotta, dunque, si è interrotta all'altezza di questo saggio archeologico e sarebbe destinata a proseguire, probabilmente con una deviazione, verso il centro del piazzale, per poi alimentare sia il monastero, sia Villa Ascosa. Di quest'ultima attività ricettiva, come è noto, i soci hanno lamentato nei giorni scorsi pesanti perdite economiche a causa della mancanza della corrente elettrice che li ha costretti, nonostante il grosso investimento, a rinviare sistematicamente l'apertura dell'attività. La stessa è avvenuta lo scorso 10 marzo, ma l'alimentazione avviene tramite un generatore del costo di 250 euro al giorno.

LE RASSICURAZIONI

Il funzionario responsabile del procedimento per la Soprintendenza di Bat e Foggia, Italo M. Muntoni, ha fatto sapere che, in ogni caso, i lavori procederanno il più speditamente possibile e, una volta concluse le indagini e completati gli accertamenti, sarà possibile che Amet riprenda l'attività interrotta allacciando le unità immobiliari che richiedono l'energia elettrica.

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