Sicuramente stimolata dagli organi di informazione, che avevano rilevato come sul suo sito internet mancassero i rapporti di prova delle analisi di acqua prelevata dai pozzi della discarica di Trani dallo scorso 29 novembre, Amiu ha posto rimedio alla mancanza. Infatti, l'ex municipalizzata dell'igiene urbana ha rilasciato nei giorni scorsi, in rapidissima sequenza, ben quattro esiti di analisi effettuate il 15 dicembre, 2 gennaio, 17 gennaio e 16 febbraio.
Era stato anche il sindaco, Amedeo Bottaro, ad assicurare che avrebbe sollecitato l'azienda per la pubblicazione dei dati relativi alle analisi che, secondo quanto era sua conoscenza, erano state in ogni caso già compute. Così effettivamente è stato e, per quanto riguarda l'ultima, si è avuta la conferma che le presenze di metalli all'interno dei campioni prelevati dei pozzi sono tutte entro i limiti di legge.
Sotto osservazione, come sempre, ci sono soprattutto due pozzi, indicati come particolarmente critici e significativi alla luce dei problemi di perdita di percolato per i quali la discarica fu chiusa il 5 settembre 2014. Tuttavia, sia nel pozzo a valle, il P6v, sia in quello a monte, il P2m, i metalli da tenere sotto controllo, rispettivamente manganese e nichel, sono perfettamente nella norma: il nichel è nella misura di 17,6 microgrammi per litro, contro la soglia di 20 prevista per legge; decisamente più rassicurante il valore del manganese, che risulta presente in 21,7 microgrammi per litro contro 50 previsti per legge.
Va anche detto, peraltro, che in alcuni degli altri pozzi oggetto di analisi si sono verificati superamenti dei valori dei solfati, meno inquinanti rispetto ai predetti metalli, ma i cui margini di tolleranza rendono l'analisi conforme ai parametri proprio a causa delle incertezze di misura. Per esempio, al pozzo S9 si rileva una presenza di 294 milligrammi per litro contro i 250 previsti per legge, ma il margine di tolleranza è di più, o meno, 45 milligrammi per litro, e questo rende il dato conforme, anche se esattamente al limite della tolleranza.
Le analisi, peraltro non accreditate da Accredia, sono compiute dalla Arace laboratori di San Severo, sotto la responsabilità dei chimici Ersilia Arace e Luigi Lorusso. I rapporti giungono proprio a pochi giorni dalle polemiche divampate in merito alla diffusione di immagini e video provenienti da zone indicate come esterne alla discarica, e che documentavano il presunto sversamento di percolato nella falda. L'amministrazione comunale, con ben due sopralluoghi, il secondo dei quali aperto alla città, ha puntato a dimostrare che si tratta di fenomeni tutti interni alla discarica e pienamente sotto controllo.



