«Sono al vostro fianco». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, oggi, nel corso di un incontro avvenuto a Palazzo di città insieme ad alcuni dei dipendenti della catena di negozi di elettrodomestici Trony, che ha una sede anche a Trani, in via Tasselgardo, ha rassicurato i lavoratori.
Bottaro ha contattato i sindaci delle altre città pugliesi in cui hanno sede i negozi della catena, ma anche il consigliere regionale Mimmo Santorsola, per cercare di affrontare la questione in maniera condivisa al fine di richiedere un incontro con il governatore Michele Emiliano. Ed infatti i lavoratori ci hanno detto di aver «chiesto un incontro col sindaco affinché si facesse portavoce del problema in Regione». «Mi dispiace – ha detto il sindaco – vedere abbassate le serrande di un negozio che costituiva un indotto per la nostra economia e per il vostro lavoro».
Quella dei nove lavoratori di Trani è una situazione “di limbo”. Essi, infatti, sono stati avvisati da un momento all’altro, informalmente, che non avrebbero più lavorato e sono ancora a tutti gli effetti dipendenti di Trony. Non sono né stati licenziati né sono, al momento, in cassa integrazione.
L’azienda, per via del fallimento di Dps group, uno dei soci di Grossisti riuniti elettrodomestici, Gre, che detiene la proprietà di Trony, ha chiuso 43 punti vendita in tutta Italia lasciando a casa 500 persone. Le chiusure hanno interessato soprattutto la Lombardia e la Puglia. Non si sa se i negozi riapriranno, se ci siano soggetti interessati a rilevarli. Tutto è nelle mani di un curatore fallimentare.
Il negozio di Trani è chiuso da sabato mattina.
Federica G. Porcelli


