L'unica notizia certa è che da ieri, per tre bambini di scuola materna di uno dei quattro circoli didattici di Trani, è scattata la temporanea interruzione della frequenza fino alla consegna del certificato vaccinale o fotocopia del libretto che rechi la data di prenotazione della somministrazione del vaccino. In realtà la vicenda appare quanto mai complessa, e si tinge persino di giallo perché le posizioni sono distanti, altre certezze mancano e i tempi di definizione paiono tutt'altro che precisi.
Come è noto, la scadenza era stata fissata lo scorso 10 marzo, ma, dopo una serie di incontri fra Comune, dirigente scolastici e Asl Bt, si era trovata una soluzione, all''insegna del buon senso, utile a prendere del tempo nell'attesa che tutti fornissero tutto. La stessa Asl, con una circolare del 15 marzo, ha autorizzato l'accesso libero alla vaccinazione per i bambini cosiddetti «residuali»: basta presentarsi in ambulatorio e la somministrazione è immediata, senza più prenotazioni e liste d'attesa.
Il sindaco, Amedeo Bottaro, punta a verificare una questione prima di sbilanciarsi sulla vicenda: «Un conto è la prenotazione, che non è necessaria - spiega il primo cittadino -, un altro è la richiesta alla Asl, da parte del genitore, di effettuare il vaccino. Le famiglie mi dicono che richieste sono state fatte, e se poi la Asl non ha ancora stabilito la data, perché ha un calendario di vaccinazioni che deve rispettare, questo non significa che il bambino possa essere sospeso. Quindi - precisa Bottaro -, dobbiamo capire se i dirigenti scolastici parlano di mancanza di calendarizzazione del vaccino o mancanza della richiesta da parte del genitore: se manca la richiesta, allora i direttori stanno bene operando; se, invece, la richiesta è agli atti e la Asl non ha calendarizzato la vaccinazione, il bimbo non può essere sospeso. Questo è quanto dobbiamo urgentemente verificare».
Nel circolo didattico in questione le famiglie di tre bambini, su un totale di 330, allo stato non hanno fornito l'intera documentazione richiesta ed il problema, adesso, si ripercuote sull'obbligo scolastico dei loro bambini: «Quello che a noi compete - spiega il dirigente scolastico che ne ha disposto la momentanea interruzione della frequenza - è avere la documentazione a posto -. Alla data dello scorso 10 settembre sarebbe bastata la richiesta di un appuntamento all'Asl, di cui neanche abbiamo prove certe, ma dal 10 di marzo le cose sono cambiate. Si è trovata una soluzione provvisoria, l'Asl ci ha assicurato che loro stanno procedendo a calendarizzare tutti, qualcuno non si è presentato adducendo motivi di salute, ma adesso c'è il vaccino libero senza neanche più la prenotazione. Non siamo tenuti a sapere se vi sia la volontà di alcuni genitori di non osservare la legge, ma noi dirigenti - conclude - dobbiamo osservarla, e a noi è sufficiente avere la data di prenotazione, o che nel frattempo si vada alla Asl e si proceda al vaccino, ed il problema non si pone».
Nel frattempo il sindaco fa sapere che «i casi di sospensione si sono verificati soltanto in un circolo didattico e riguardano, appunto, tre bambini su 330», confermando in questo caso la versione resa dal dirigente. Negli altri tre non vi sarebbero stati problemi di alcun tipo, almeno fino a prova contraria.
