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Processo agli estorsori di Trani, i legali di Corda e Pignataro invocano attenuanti per puntare a sconti delle rispettive pene

Attenuanti per il «pentimento», per uno, esclusione dell'aggravante del metodo mafioso, per entrambi.

Queste le principali richieste che gli avvocati di Vito Corda e Pasquale Pignataro, rispettivamente Patrizia Sebastianelli e Claudio Papagno, hanno formulato ieri, all'indirizzo del Giudice per l'udienza preliminare del Tribunale di Bari, Rosa Anna Depalo, nel corso della nuova udienza tenutasi in merito al rito abbreviato che vede imputate otto persone, accusate di estorsione per fatti commessi a Trani alla fine del 2016.

Come è noto, gli episodi determinarono due diverse operazioni, guidate dalle Procure della Repubblica di Trani e Bari e condotte dai Carabinieri, unificate poi in un unico procedimento. Agli imputati viene addebitato il reato di estorsione in concorso, con l'aggravante del metodo mafioso ed altri capi di accusa. Le estorsioni oggetto dell'inchiesta, una consumata e le altre tentate, riguardarono attività della ristorazione, imprenditoriali, del settore immobiliare e lapideo.

A Corda sono contestate tutte e nove le estorsioni oggetto di indagine, ma, per colui che viene ritenuto unanimemente il capo della banda degli estorsori, il suo difensore ha chiesto l'attenuante in quanto collaboratore di giustizia: la richiesta di pena nei suoi confronti, che già tiene conto di questo, è di 4 anni e 8 mesi di reclusione.

Il legale di Pignataro, cui sono contestati sette episodi, punta invece al minimo della pena per le estorsioni confessate ed all'assoluzione per le altre, ma nel suo caso si parte da una richiesta di condanna a 10 anni, la massima proposta fra tutti gli imputati. A formularla insieme con le altre, che partono da 2 anni e 8 mesi, il pubblico ministero della Procura di Bari, Giuseppe Maralfa, che detiene il fascicolo insieme con il collega di Trani, Marcello Catalano.

Quella di ieri è stata la seconda udienza per le controdeduzioni delle difese. Lo scorso 10 marzo si era tenuta la prima per Nicola Pecorella, Pasquale Percorella, Michele Di Feo e Nicola Petrilli. Il  prossimo 30 marzo parleranno i legali dell'albanese Ilir Gishti e di Giuseppe Corda, fratello di Vito.


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