Successivo punto all’odg, l’approvazione del Piano economico finanziario relativo al servizio di igiene urbana del 2018.
Procacci ha chiesto che fosse ritirato il punto per assenza del parere dei revisori dei conti ma il dirigente Nigro ha detto che sul Pef il parere non è necessario. Il punto non è stato ritirato.
Relaziona Lignola: «Questo è il Piano finanziario con cui andiamo a determinare il costo complessivo di igiene urbana, pari a quasi 11 milioni di euro, composti da spazzamento, raccolta, smaltimento e trattamento rsu, costi operativi, costi di rd per materiale. Il totale dei costi operativi è di più di 8milioni a cui vanno aggiunti i costi comuni e quelli d’uso del capitale. Siamo al di sotto degli indici Istat di inflazione. Questo Pef vige a Trani da tre anni senza essere stato modificato».
Barresi: «Il Pef dimostra come la politica locale è distante dai cittadini. La rd porta a porta sarebbe dovuta partire nel 2012 per raggiungere il 60%, siamo al 2018 e il porta a porta non è ancora partito, a parte la zona sperimentale. Se fosse partito, avremmo risparmiato più di 400.000 euro, perché non avremmo pagato l’ecotassa. La città è sporca, i cassonetti non vengono lavati».
Cinquepalmi: «Anche il Pef di quest’anno è poco trasparente e incompleto. Non si capisce come sono stati stimati i costi. Comparando il Pef 2018 e il contratto di servizio notiamo delle differenze enormi. La percentuale della rd diminuisce, iniziamo a controllare l’operato dell’Amiu e porre in essere le azioni nei confronti del gestore. Vorrei sapere da chi è composta la commissione sul controllo analogo».
Merra: «Non è stata raggiunta la percentuale richiesta della rd, nel 2015 le zone di spazzamento erano 19 e venivano usate 19 unità, nel Pef 2018 ci sono 8 zone di spazzamento solo per 6 giorni a settimana».
Replica di Lignola: «Abbiamo costruito il Pef con la logica di far partire la rd a settembre».
Votato l’intero provvedimento: 18 favorevoli, 4 contrari, 2 astenuti, il provvedimento è stato approvato ed immediatamente esecutivo. La copertura totale dei costi è di 10.987.572,46 euro, quindi quasi 11 milioni di euro. Alla luce di questo provvedimento, anche la Tari non corre rischi di aumento.

