«Dovremo stipulare una convenzione con le Guardie ambientali, o altre associazioni animaliste e, nel frattempo, saremo costretti a distogliere un agente di Polizia locale dai servizi stradali o istituzionali per dedicarlo esclusivamente alla villa comunale».
Così il sindaco, Amedeo Bottaro, all'indomani della sentenza del Tar, cui il Comune dovrà ottemperare, che ha revocato una sua ordinanza per favorire l'accesso dei cani in villa comunale, purché portati al guinzaglio e con gli appositi strumenti di rimozione di feci e urine. Bottaro, invece, puntava alla presenza di un vigile all'ingresso, per il controllo preventivo, ma il ricorso accolto di un cittadino ne ha vanificato quel proposito.
E adesso, dunque? «Stiamo cercando di convenzionarci con organismi dotati delle autorizzazioni di tipo ambientale per svolgere un'attività di controllo e sanzionatori. Il problema era proprio il controllo - spiega -, perché nessuno voleva vietare l'ingresso ai cani, ma è evidente che, in assenza di quello e della presenza di un vigile almeno all'ingresso, diventava difficile fare rispettare un regolamento che prevede sì l'accesso dei cani in villa, ma nel rispetto di una serie di prescrizioni. Lo avevamo fatto, ma, in pochissime ore, la villa era diventata un orinatoio a cielo aperto, ed è proprio quello che volevamo e vogliamo, tuttora, evitare».
A questo punto, dunque, servirà un ulteriore sforzo, «ma la coperta è sempre troppo corta - ironizza Bottaro - e adesso dovremo tirarla dalla parte della villa comunale, abbandonando altri servizi, perché i vigili sono sempre troppo pochi. Tutto questo nell'attesa di stipulare apposite convenzioni con le guardie ambientali, circostanza che potrà avvenire soltanto dopo l'approvazione del bilancio, quando avremo l'apposito capitolo di spesa e la relativa copertura».
In altre parole, la battaglia legale portata innanzi al Tar dal cittadino ricorrente, il professor Nicola Pepe, non costerà al Comune i soli 1000 euro delle spese di giudizio, ma le spese, oggi non meglio precisate della convenzione da siglarsi: «Assolutamente sì - conferma Bottaro -, la verità è questa ed ecco perché noi avevamo cercato di utilizzare la soluzione migliore per i nostri cittadini e le casse comunali. Adesso il giudice amministrativo, che probabilmente poche volte si pone I problemi di un sindaco, ci obbliga a fare altro e lo facciamo ricorrendo a quelle convenzioni e, nel brevissimo termine, alla Polizia municipale»

