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Velostazione, scelto il luogo: cortile del Comune di Trani. E del bike sharing non rimarrà traccia: il vecchio gestore dovrà smantellare tutto

Una porzione del muro di confine del cortile del palazzo di città, e segnatamente quello che si affaccia su corso Imbriani, sarà demolita per realizzarvi gli ingressi della velostazione che sorgerà a Trani. La giunta comunale, relatore l’assessore all’ambiente, Michele di Gregorio, ha provveduto ad approvare il progetto, redatto e firmato dall’Ufficio Tecnico Comunale.

È stato proprio il delegato del sindaco a favorire la candidatura della città ad un bando regionale per il finanziamento di queste strutture per la mobilità sostenibile. Di Gregorio ha, illustrato che saranno utilizzati, all'uopo, i box al momento occupati da mezzi della Polizia locale che, evidentemente, potranno essere destinati ad altri spazi. Il sindaco, Amedeo Bottaro, ha successivamente chiarito che «le rimesse saranno utilizzate esattamente al contrario, per permettere l'accesso dalla strada pubblica e, in questo modo, ottimizzare il luogo».

Le velostazioni sono luoghi adibiti al deposito custodito di cicli al coperto, chiusi e videosorvegliati, e possono essere realizzate all'interno di locali già esistenti o nuovi, compresi prefabbricati, ubicati nelle stazioni ferroviarie o in prossimità delle stesse. Inoltre, possono essere dotate di ambienti da destinare all'eventuale riparazione delle biciclette. Bari ha previsto un finanziamento complessivo di 3 milioni di euro, da spalmare fra tutti i comuni che presenteranno un'apposita istanza di candidatura al bando. L'amministrazione comunale di Trani vuole presentare una proposta progettuale adeguata e rispondente all'avviso pubblico regionale.

La velostazione si inserirebbe in un percorso organico che ha recentemente portato la stessa amministrazione comunale di Trani a richiedere due finanziamenti per l'implementazione delle piste ciclabili in città. Uno da 200mila euro, condiviso con Bisceglie, servirà per realizzare un percorso ciclabile in via Falcone, nella zona adiacente il muro ferroviario in cui è presente una lunga fila di ulivi.

Sì, dunque, al cortile centrale di Palazzo di città, mentre non sarà utilizzato quello poco distante di via Sabotino, nel quale è presente un altro box al di sotto della cui tettoia sono accatastate le biciclette del vecchio e fallimentare servizio di bike sharing, realizzato nel 2011 dall'amministrazione comunale dell'epoca.

In quattro luoghi della città sono tutt'ora presenti le rastrelliere di quel servizio: le colonnine di aggancio dei cicli, una volta elettricamente alimentate, sono state tutte danneggiate dai vandali; le basi in metallo sono sollevate e potenzialmente pericolose per la pubblica incolumità. I manufatti si trovano in piazza Marinai d'Italia, via Alvarez, piazza Plebiscito e, ovviamente, piazza XX Settembre, proprio nei pressi della stazione ferroviaria: anche da questo punto di vista c'è l'impegno del Comune a rimuoverle quanto prima.

Di Gregorio ha fatto sapere che lo smaltimento delle biciclette inservibili e la rimozione delle rastrelliere inutilizzate saranno a cura della società che installò quelle strutture. In mancanza di un riscontro positivo da parte di questa, l'amministrazione provvederà a farlo a proprie spese, con azione di rivalsa sulla società, utilizzando risorse da bilancio di previsione di prossima approvazione.


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