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«Noi, minacciati dagli abusivi e insidiati dai privati». Parcheggi a pagamento a Trani, lo sfogo degli ausiliari della sosta

Come ogni anno, ormai da sette anni, ci ritroviamo alle porte di una nuova stagione estiva a discutere di sosta a pagamento o più in generale di parcheggi nella Città di Trani. Leggiamo inoltre che il sindaco afferma sui social media che «stiamo lavorando per risolvere il problema della sosta».

A tal proposito viene spontaneo domandarsi quanto debba essere difficile questo lavoro visto che le svariate amministrazioni che si sono succedute, nel corso degli ultimi sette anni, alla guida della città, non sono ancora riusciti a risolverlo.

Poi ci viene in mente un bando di gara per l’acquisto di parcometri che il sindaco ha bloccato in attesa di decidere se l’Amet dovesse o meno continuare a gestire la sosta a pagamento e da allora sono passate altre stagioni con le ormai acclarate e ataviche problematiche legate all’utilizzo dei “grattini” o alla presenza costante di parcheggiatori abusivi, sempre segnalati agli organi di polizia e all’ amministrazione aziendale dagli operatori della mobilità che sono stati talvolta costretti ad affrontare vicissitudini processuali per minacce subite o loro malgrado, diventare il capro espiatorio di una gestione politico-aziendale del tutto sorda, considerata la mole enorme di relazioni prodotte dagli operatori per evidenziare e risolvere le maggiori criticità, rimaste sempre inascoltate o che dispone di multare sempre e comunque anche quando le rivendite aperte e/o fornite si trovano a centinaia di metri di distanza, mettendo a dura prova la pazienza degli automobilisti e l’incolumità degli operatori.

Ci chiediamo inoltre perché quando in consiglio comunale qualcuno ha chiesto e continua a chiedere lumi riguardo voci di dismissioni del servizio, nessuno conferma o smentisce, o perché solo ora che si avvicina la data di scadenza dell’affidamento del servizio ad Amet, si dichiara un criptico «stiamo lavorando».

Ci chiediamo a cosa abbia portato la “due diligence” aziendale, pagata profumatamente (32.000 euro), che ha prodotto un discutibile business plan riposto nel cassetto qualche giorno dopo.

Ci chiediamo se l’utilizzo del pagamento tramite app non dovesse essere un investimento (38.000 euro – dato Ametspa.it) da affrontare solo in seguito all’istallazione dei parcometri ma forse sono domande inutili, come quella posta da un operatore ad un assessore durante un incontro in azienda sul motivo per il quale non venissero installati i parcometri e alla quale fu risposto che era una domanda che non gli competeva poiché quelle erano scelte che competevano all’amministrazione.

Chiunque sarebbe in grado di comprendere che l’unica cosa che serve al servizio, in questo momento, sono i parcometri e che fatto ciò il servizio debba rientrare in un progetto più ampio di mobilità che, in sinergia con il trasporto pubblico locale e con la polizia locale, potrebbe davvero decentrare le aree di parcheggio evitando così l’annoso sovraffollamento di auto a cui siamo costretti ad assistere in più occasioni.

Gli utili che ne deriverebbero sarebbero enormi e potrebbero essere reinvestiti per creare nuove aree di sosta o risanare quelle già presenti, acquistare mezzi per il trasporto pubblico nuovi ed efficienti, predisporre servizi di park and ride, produrre più lavoro e considerato che tutto resterebbe in mano pubblica, il Comune, tramite controllo analogo, avrebbe pieno potere decisionale e gestionale, cosa che al contrario non potrebbe accadere se il servizio venisse affidato ad un privato che per la propria vocazione commerciale metterebbe al primo posto il profitto.

Nell’attesa, dunque, di una convocazione da parte dei vertici aziendali e soprattutto dell’ad Danisi, che attendiamo da aprile 2017, sarebbe forse il caso che il sindaco o l’assessore di riferimento dichiarassero apertamente quali siano le intenzioni di questa amministrazione in merito a tale problematica, per rispetto e trasparenza nei confronti della cittadinanza e dei lavoratori che operano in questo settore.

Daniele Di Lernia – Sindacato aziendale Fit-Cisl


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