Ha avuto inizio alle 17.09 la seduta di consiglio comunale odierna, con 20 presenti.
I due consiglieri del movimento 5 stelle, Di Lernia e Papagni, hanno chiesto con una mozione che il consiglio comunale si spostasse in discarica. Hanno espresso e motivato parere contrario alla mozione Corrado, Ventura, Avantario, De Toma, Lops, Lima, F. Laurora. La mozione è stata respinta con 20 voti contrari e uno solo favorevole.
Tredici i consiglieri che hanno firmato la convocazione: della minoranza Barresi e Merra (proponenti), Corrado, Lapi, Florio, Procacci, Cinquepalmi, Lima, De Toma; della maggioranza, Avantario, Cirillo, Briguglio, Marinaro.
De Toma e il gruppo del Pd hanno rinunciato agli interventi preliminari. Ha parlato solo Di Lernia: «Cosa avete intenzione di fare per le coste in degrado? Avete sbandierato il posteggio in via Finanzieri, mancano le navette e un piano turistico della città. Sulla viabilità, per la sosta a pagamento quali sono i vostri piani per i parcometri? Perché la gestione non viene affidata ad Amet?»
Primo punto all’odg, la proposta concernente “Situazione ex guardie giurate già impiegate presso l’Amiu spa”. Guadagnuolo era stato invitato dal presidente del consiglio comunale, Ferrante, a partecipare alla seduta, ma ha comunicato che non potrà partecipare per motivi personali, sottolineando che «l’Amiu ha più volte risposto a tutte le sollecitazioni dei consiglieri e dell’amministrazione comunale».
Relatrice, una delle proponenti, Merra: «Già a maggio 2017 i lavoratori hanno iniziato uno stato di agitazione e da tempo sono ridotti alla disperazione. Essi svolgevano un servizio importantissimo per la sicurezza delle sedi Amiu. I vigilanti hanno avuto diversi incontri con l’amministrazione comunale.
I sette dipendenti sarebbero dovuti restare a lavorare nella Bat, sono invece stati spostati alcuni a Roma e altri a Brindisi. Guadagnano 800 euro.
Il bando sulla vigilanza esclude SicurItalia. Non è stata rispettata la clausola sociale da Vegapol, aggiudicataria del bando. Si evidenzia che Amiu non è stata trasparente. La mia domanda è: dobbiamo dire la verità a questi sette padri di famiglia, e cioè che devono trovarsi un altro lavoro? Basterebbe annullare la gara espletata da Amiu, illegittima perché non è stata rispettata la clausola sociale».
Per risposta dell’amministrazione, Di Gregorio: «La ricostruzione fatta da Merra è corretta, ma la soluzione io la aspetto da questo consiglio comunale. I lavoratori tuttora sono dipendenti di SicurItalia, non sono stati licenziati, questo è il paradosso. Abbiamo partecipato a diversi incontri con i sindacati, con la provincia, con i lavoratori. Ho seguito la vicenda per mesi fin quando la legge mi consentiva di seguirla. Sulla nuova gara, l’Amiu mi ha scritto che tutto è stato fatto secondo la piena legittimità. Chiedo che ne discuta il consiglio comunale. Ci sono dei contenziosi in corso pendenti dinanzi al Giudice del lavoro di Trani. Ricordo che la vicenda è stata seguita con molta discrezione e rispetto nei confronti di questi 7 lavoratori che stanno vivendo la tragedia sulla loro pelle. Se c’è una soluzione alternativa, siamo disposti ad accettarla senza problemi».
F.Laurora: «In questo consiglio comunale, cosa siamo chiamati a fare? In premessa non si parla di nulla. Siamo stati chiamati in quarta commissione a discutere di cosa? Queste guardie sono ancora dipendenti di SicurItalia quindi perché la nuova ditta avrebbe dovuto assumere questo personale, se l’altra società non li ha licenziati? Che andiamo a deliberare?».
Merra: «Ma lei andrebbe mai a Roma con uno stipendio di 800 euro al mese, con trasferta e senza rimborso? Significa anticamera del licenziamento. Nel bando Amiu parlava di vigilanza armata e non di ronde.
Barresi: «I vostri atteggiamenti fanno rivoltare Gramsci nella tomba. Non è di sinistra tagliare le spese sui dipendenti. Credo che il sindaco possa fare un passo indietro cambiando l’atto di indirizzo. Nel centrodestra ho trovato un atteggiamento più vicino ai ceti meno abbienti».
Di Lernia: «La discarica è un sito pericoloso, va continuamente presidiato. Inoltre mi chiedo come mai continuate a fare bandi inferiori a 40.000 euro».
Procacci: «Siamo qui a cercare una soluzione, chiariamo questo. Abbiamo firmato la proposta per difendere i diritti di cittadini e lavoratori tranesi, e chiediamo chiarezza dall’amministrazione».
De Toma: «Ribadisco che il 30 dicembre 2015 cu fu un “blitz” per assumere 10 persone, si sono usate due pesi e due misure. Ricordo che su quella vicenda ci sono anche delle carte in Procura. Se siete convinti che quella azione era giusta, usate lo stesso criterio adesso, altrimenti è un’ammissione di colpa. Sono persone che lavorano da 15 anni, che hanno dato per 15 anni un servizio alla città di Trani. Queste 7 unità lavorative devono essere reinserite in altri servizi per la città».
Corrado: «Le due vicende sono completamente diverse nella sostanza e nella forma: lì la questione riguardava solo l’Amiu, qui bisogna capire che è accaduto nel primo bando di gara. Era prevista l’assunzione di questi dipendenti? Se sì, allora quel bando andava revocato. La stazione appaltante doveva verificare quanto accaduto».
Cinquepalmi: «Come mai SicurItalia non ha mai licenziato i lavoratori? Stiamo esponendo l’Amiu al rischio contenzioso, visto che Guadagnuolo aveva deciso già a maggio 2017 di interrompere il servizio di vigilanza armata. Se aveva formulato questo atto di indirizzo, perché poi ha indetto la gara per la vigilanza armata? Aveva deciso di ridurre i costi, allora perché bandire la gara?».
Barresi ha chiesto una sospensione, votata e approvata. Il consiglio tornerà a riunirsi alle 19.25.





