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A Trani la grande musica con i James Taylor Quartet. E la rassegna “Jazz & dintorni” dà appuntamento ad ottobre

I James Taylor Quartet hanno chiuso la rassegna “Jazz & dintorni”, il festival organizzato dal Babalù di Trani e dalla Music art management con direttore artistico Carlo Gallo, al teatro Impero di Trani.

Quello dei James Taylor Quartet è stato il grandissimo finale di una rassegna che dà già appuntamento ad ottobre 2018, per la terza edizione, e che in queste due edizioni ha ospitato Fabio Concato, Gegè Telesforo, Nick The Nighrtfly, Serena Brancale, Massimo Lopez, Peter Cincotti, Dirotta Su Cuba e Fabrizio Bosso, Matteo Brancaleoni, Katia Ricciarelli e Sagi Rei.

“Jazz & dintorni” chiude con un bilancio positivo, un buon successo di pubblico a Trani per un genere, il jazz, non prettamente popolare.

Ad aprire il concerto dei James Tylor Quartet, dj Gonnella, che ha intrattenuto il pubblico con una selezione di acid jazz, il genere nato negli anni ’90 dai due dj e produttori Gilles Peterson ed Eddie Piller, che fondarono poi la casa discografica Acid jazz records.

La conduttrice e presentatrice radiofonica Angela Molinari ha ripercorso la storia del genere e i suoi maggiori esponenti, come gli Incognito, band britannica o, per andare ai giorni nostri, i Jamiroquai (ospiti a Trani nel 2006).

Spazio poi ai protagonisti della serata, gli attesissimi James Taylor Quartet, la band britannica che ha all’attivo pezzi che spaziano tra il jazz, il funk, il soul, il rock. Leader della band, James Taylor, un vero trascinatore, che coinvolge il pubblico mentre suona l’Hammond organ, il famoso organo elettronico che porta il nome del suo progettista. Marx Cox alla chitarra,  Andrew McKinney al basso, Jarrod Pizzata alle batterie.

Primo singolo del gruppo, la cover di un brano di Herbie Hancock, “Blow up”, dell’omonimo telefilm degli anni Sessanta. Molto nota anche la colonna sonora di un altro famoso telefilm, Starsky and Hutch, resa celebre proprio per la chiave “hammondistica” che i James Taylor Quartet riproposero. Tra i loro album più famosi, In the hand of the inevitable (1995).

Il gruppo ha fatto ballare tutto il pubblico di Trani grazie alla grande carica della performance live e all’impressionante bravura degli elementi che compongono la band, con assoli incredibili.  Un’occasione unica per la città di ascoltare una band che nei prossimi mesi terrà live in tutto il mondo e in famosi festival jazz.

Federica G. Porcelli


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