Cento fra letterati, pensatori, scrittori poeti, «che sono contraddistinti, pur avendo vissuto epoche diverse, da un filo comune: essere stati inattuali».
Così Marcello Veneziani ha sintetizzato il suo ultimo libro, «Imperdonabili: ritratto di cento personaggi sconvenienti», edito da Marsilio, presentato al Polo museale, nell'ambito di una serata a cura dell'associazione culturale Pro patria, ospitata dalla Fondazione Seca.
Dante, Machiavelli, Schopenhauer, Michelstaedter, Heidegger, Wilde, Chatwin, Pirandello, Arendt, Kraus e Guareschi: questi sono solo alcuni dei personaggi che Veneziani riporta nella sua opera, definendoli «quasi tutti in polemica con le idee dominanti, soprattutto con il potere dominante - ha spiegato al pubblico di Palazzo Lodispoto -, di cui hanno scontato un po' le conseguenze».
In altre parole, sono considerati "imperdonabili" autori che, da Dante ai nostri giorni, «hanno rappresentato in qualche modo l'altra faccia della verità e delle storia - spiega l'autore - e possono insegnare, anzi tutto attraverso la grandezza delle loro opere, la magnificenza di loro capolavori ma anche, e soprattutto, la dignità dell'intelligenza che non si subordina al conformismo, ma riesce a guardare al di là del proprio tempo».
Secondo Veneziani, dunque, «la grandezza di un autore non è data dalla capacità di rispecchiare la propria epoca, ma sopravanzarla e sapersi coniugare con un grande passato ed un grande futuro ma comunque di non accontentarsi di quello che passa il convento».
Tra passato e futuro, peraltro, sempre a detta di Veneziani, c'è un presente non meno imperdonabile: «Economia e tecnica hanno fatto progressi, ma dal punto dal punto di vista spirituale ed intellettuale stiamo peggiorando in molti campi, ed uno di questi è proprio la letteratura: si legge sempre meno, molti libri sono discutibili per qualità e c'è una caduta complessiva di livelli che rendono quest'epoca, purtroppo, imperdonabile in una accezione ben diversa del termine».
Dalla letteratura alla politica il passo è breve: «Oggi gli imperdonabili potrebbero essere i ribelli definiti populisti, ma la loro capacità di interpretare il malcontento ha un collegamento con la storia pressoché inesistente, e ciò rende difficile che, a differenza degli imperdonabili che ho scelto per il mio libro, questi riescano ad esprimere grandi pensieri».







