No alla chiusura dei punti di primo intervento in Puglia e nella provincia della Bat (Canosa di Puglia, Minervino Murge e Spinazzola) se non si assicura prima una adeguata rete del sistema emergenza-urgenza del 118 e della sanità territoriale con l’istituzione dei punti territoriali di assistenza, dei Pta integrati, dei centri pulifunzionali territoriali, delle case della salute, utili per soddisfare i bisogni di salute e sicurezza della cittadinanza. È sostanzialmente questo che hanno ribadito i sindacalisti della Cgil davanti all’ospedale di Trani questa mattina, in un sit-in di protesta.
Luigi Marzano, della Cgil sanità Bat, ha detto: «Il punto di primo intervento della città di Trani, gestito dal 118, verrà riconvertito. Le chiusure però devono corrispondere alla garanzia di sicurezza e assistenza ai cittadini. In questo provvedimento fatto in tutta fretta, seppure la Regione si sia adeguata alle linee ministeriali, non c'è un contestuale potenziamento della sanità territoriale e del sistema della rete di emergenza-urgenza 118. Qui noi vediamo un rischio per la salute e la sicurezza dei cittadini, garantita dall’art.32 della Costituzione», secondo il quale la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
«Abbiamo chiesto, prima di adottare qualsiasi provvedimento di chiusura o riconversione – prosegue Marzano – la conferenza dei sindaci della Asl Bt, un territorio che sconta già un indice di posti letto molto al di sotto degli standard regionali e ministeriali, 1.8 rispetto a 3.4. Un territorio che ha già scontato la chiusura di alcuni ospedali e la riconversione degli ospedali di Canosa e Trani. Il 2 agosto del 2016 è stato sottoscritto un protocollo tra l’ex direttore generale, Narracci, il sindaco di Trani, Bottaro, il presidente della Regione, Emiliano, che riguarda appunto la riconversione degli ospedali. C’è stato uno stop, ecco perché diciamo “no” a una chiusura immediata se non aver prima valutato quali sono i servizi alternativi e sostituitivi alla chiusura».
Il punto di primo intervento di Trani dovrebbe essere sostituito con una postazione mobile del 118 medicalizzata.
Erano presenti alcuni sindacalisti e, per l’amministrazione, il sindaco Bottaro e alcuni consiglieri comunali. Presente anche qualche cittadino.










