“Vivere bene con il diabete a scuola”: è stato questo il tema dell’incontro informativo e formativo tenutosi ieri presso il terzo circolo didattico “G.D’Annunzio”, con la professoressa Lucia Vitale, presidente dell’Apgd, Associazione pugliese per l’aiuto al giovane con diabete, sull’accoglienza, la gestione e l’inclusione dei bambini con diabete mellito.
L’incontro è stato organizzato in collaborazione con A.O.U. “Policlinico Consorziale” Osp. Pediatrico “Giovanni XXIII” di Bari.
Di fronte ad una diagnosi che spesso spiazza i genitori e richiede un lavoro di accettazione e riequilibrio delle vite di tante famiglie, è fondamentale pensare, oltre all’intervento prettamente medico, ad un inserimento quanto più sereno possibile in ogni contesto, in particolare la scuola, una delle prime forme sociali con cui il bambino entra in contatto.
Formare ed informare i docenti diventa, pertanto, importantissimo per garantire il benessere psicofisico, in orario scolastico, di alunni e studenti con diabete di tipo 1 cercando di fornire una corretta informazione atta a fugare pregiudizi, credenze e luoghi comuni.
Rafforzare l’approccio educativo/formativo e promuovere l’autogestione dei bambini e degli adolescenti affetti da tale patologia sono le finalità dell’Apgd.
E forse non tutti sanno che nel 2013 un gruppo di lavoro composto da esponenti dell’Associazione italiana giovani con diabete, Ministero della salute, Miur, Siedp, Società diabetologia pediatrica ed Assessorati alla sanità di Regioni Umbria e Marche ha lavorato alla stesura del documento per l’inserimento, in ambito scolastico, del bambino e dell’adolescente con diabete, per garantire la corretta conoscenza da parte delle istituzioni scolastiche delle condizioni ad essi collegate, in modo da affrontare i bisogni e gli eventuali rischi, ma anche di programmare accorgimenti per prevenire ed intervenire efficacemente e correttamente.
Una scuola inclusiva deve saper valorizzare la dimensione speciale di ogni alunno, ed i bambini affetti da tale patologia cronica di certo lo sono, perché’ abituati, temprati ad affrontare e vincere le quotidiane sfide che li coinvolgono in prima persona ed interessano tutti coloro che vi ruotano intorno.
L’insegnante Barbara Carpentieri






