Un uomo muore in un capannone. Ufficialmente il caso viene chiuso come suicidio ed invece, molto probabilmente, è stato un incidente sul lavoro. La vicenda è ancora oggetto di approfondimenti, da parte della magistratura, su denuncia dei familiari, «ma quello che ho potuto osservare è che ci sono periti collusi e troppi addetti ai lavori che tendono a chiudere le indagini senza approfondire scientificamente e rigorosamente tutte le informazioni provenienti dalla scena di un incidente».
Ad affermarlo Luciano Garofano, generale dei Carabinieri, già comandante dei Ris di Parma e presidente dell'Associazione italiana scienze forensi, organizzatrice, insieme con Ars nostra vis vrbis (associazione professionale delle polizie locali d'Italia) della giornata di studio dal titolo «La prova scientifica nell'attuale panorama processuale».
Alla biblioteca comunale Giovanni Bovio, Garofano ed altri relatori introdotti dal sindaco, Amedeo Bottaro, dall'assessore alla Polizia locale, Cecilia Di Lernia, e dal comandante del corpo di Trani, Leonardo Cuocci Martorano, hanno affrontato temi come l'indagine tradizionale e quella scientifica, il principio di interscambio di Edmond Locard, misure idonee per l'acquisizione delle prove e reperimento, il valore della prova documentale e testimoniale fra errori e rimedi. Il tutto arricchito dalla illustrazione di casi pratici.
Garofano, senza molti giri di parole, non soltanto ha posto in discussione metodi d'indagine presuntivamente superficiali, ma ha fatto sapere, anche, di prediligere, sulle scene dei sinistri, la presenza di pochi, ma affidabili addetti ai lavori. A cominciare proprio dagli agenti della Polizia locale che, con particolare riferimento agli incidenti stradali, oggi detengono il bagaglio di conoscenze più specifiche.
Alla Polizia locale si richiedono sempre più specializzazione, competenza, approfondimenti. Il cittadino vorrebbe sempre i vigili ad ogni angolo delle strade, ma in realtà si scopre che, spesso e volentieri, è proprio la Polizia municipale a dovere rilevare incidenti, anche mortali, sia sulla strada, sia sul lavoro. Oltre tutte le deleghe che le procure affidano ai comandi.
Conferma e rafforza tale scenario, con riferimento a Trani, l'assessore al ramo Di Lernia: «È un mio preciso impegno, anche nella qualità ovviamente di operatore del diritto, che il ruolo della Polizia locale non venga semplicemente confinato agli accertamenti delle infrazioni al Codice della strada, ma sia assolutamente a più ampio raggio».
Il problema di fondo resta la carenza numerica, ma il Piano delle assunzioni ha previsto, già per quest'anno, 17 assunzioni, di cui 5 a tempo pieno ed indeterminato: «L'età media del Corpo è piuttosto elevata - ammette l'assessore -, ma, in pochissimo tempo, questa amministrazione ha dato specifici atti di indirizzo per assunzioni a tempo determinato e stabilizzazioni, così da rivestire tutti i ruoli che, oggi, la nuova disciplina ci richiede».








