Oggi, per tutti gli utenti, sarà il solito viavai tra chi consulta libri, chi legge giornali, chi chiede volumi in prestito, chi ricerca un luogo silenzioso per studiare.
Forse pochi, fra coloro che oggi, lunedì 23 aprile, si recheranno in piazzetta San Francesco potrebbero sapere che, proprio oggi, ricorre il 148esimo anniversario dell'istituzione della biblioteca comunale Giovanni Bovio.
Nessuna festa particolare, aspettando i 150 anni tondi tondi nel 2020, ma un evento in mattinata richiamerà quella storica data, che rinverdisce il luogo della cultura dei tranesi, quello che custodisce migliaia di volumi e, tuttora, rappresenta lo Scrigno delle conoscenze e di tanta storia dell'editoria a tutti i livelli, con particolare riferimento alla vastissima produzione letteraria di cui Trani ha potuto fregiarsi nella sua storia.
La nascita della biblioteca comunale risale ai primi anni del Regno d'Italia quando, in conseguenza della legge che stabilì la soppressione di alcuni ordini religiosi e l'incameramento dei beni ecclesiastici, lo Stato cedette all'amministrazione di Trani la preziosa biblioteca del Convento dei Domenicani. La biblioteca fu inaugurata ufficialmente il 23 aprile 1870 e fu stanziata la somma di duecento lire per l'acquisto di libri e di quant'altro occorresse per il funzionamento della biblioteca stessa. Nell'ultimo trentennio del secolo il patrimonio librario, che all'inizio era stato di sole poche centinaia di volumi, si arricchì notevolmente, non tanto per gli acquisti, fatti con il fondo annuo stanziato dal comune, quanto per le numerose donazioni. La Biblioteca fu provvisoriamente sistemata in una sala del palazzo di città, ma non c'era nessuno impiegato che vi provvedesse con incarico specifico.
Nel 1924 la biblioteca fu trasferita a Palazzo Vischi, in piazza Longobardi, dotato di nuova scaffalatura e di tavoli per la lettura. Quattro anni dopo fu intitolata a Giovanni Bovio, filosofo e uomo politico tranese, ed il patrimonio librario raggiunse i 26000 volumi. Nel luglio 1949 venne assicurata alla biblioteca la raccolta Giovanni Beltrani, costituita da oltre 8000 unità e conservata in un'artistica scaffalatura ottocentesca di stile rinascimentale. Nel 1952 assunse la direzione della Biblioteca Benedetto Ronchi e vi rimase per oltre 25 anni. Fu un'epoca di inteso e proficuo lavoro.
Nel 1978 assunse la direzione Mario Schiralli che aveva già lavorato per quindici anni a fianco del Ronchi. Nel 1994 la biblioteca fu trasferita presso locali privati in corso De Gasperi, dove rimase per nove anni. Il 6 dicembre 2003 la biblioteca fu trasferita in piazzetta San Francesco, nella sede attuale, diretta prima da Lucia Fiore e, attualmente, Daniela Pellegrino. La gestione, esternalizzata, è della cooperativa Imago, di Lecce, nell'attesa della definizione del nuovo bando triennale, già chiuso con la presentazione di due offerte.


