«Ci tenevamo fortemente a mantenere l'imbattibilità casalinga, non ci siamo riusciti e questa cosa ispiace tantissimo sia per i nostri tifosi, sia perché non è un bel segnale che diamo a noi stessi in vista della finalissima di Coppa Italia».
Così Massimo Pizzulli, allenatore del Trani, commentando la sconfitta con il Vieste, ininfluente per la classifica ma che incide, e non poco, sulla marcia di avvicinamento alla sfida del 2 maggio a Firenze contro il St. Georgen, che assegnerà il trofeo nazionale di categoria e, soprattutto, un posto diretto in serie D.
«Non mi è piaciuto l'atteggiamento mentale di molti giocatori - ha detto l'allenatore, che durante il secondo tempo ha sgridato dalla panchina più di uno dei suoi atleti -. Dobbiamo tornare con i piedi per terra, perché non abbiamo conquistato ancora nulla ed il traguardo ce lo dobbiamo sudare. Peraltro, se interpretiamo la partita in questo modo, fallendo anche facili occasioni da gol, la finale la perdiamo: come ci ha punito il Vieste, sicuramente ci punirebbe una squadra sulla carta molto più forte come quella altoatesina».
La settimana che inizia sarà quella in cui il Trani si ritufferà al lavoro «per rimettere birra in corpo - dice testualmente Pizzulli -. La squadra è stanca, abbiamo fatto 43 partite ma dobbiamo stringere i denti e presentarci all'appuntamento di Firenze nel migliore dei modi».
Fra gli obiettivi immediati, il recupero di giocatori fondamentali come Arena, uscito con un problema al collaterale da Pomezia, e Telera, che sta guarendo a tempo di record da una frattura composta alla costola. Meno preoccupanti le condizioni di Cantatore e Bruno: nessuno di questi, alla pari di Sansonna ha giocato ieri.
