In un clima di grande mestizia, ma anche massima compostezza, si sono svolte presso la chiesa parrocchiale dello Spirito Santo le esequie di Michelangelo Mastrototaro, il 22enne tranese tragicamente morto nei giorni scorsi in Slovenia, in un incidente stradale nei pressi di Lubiana, dove stava frequentando un corso di aeronautica civile.
Don Mimmo Gramegna, parroco della comunità, ha celebrato la santa messa riflettendo sulle parole di Paolo, lette nel corso della celebrazione: «La Fede ci aiuta a vivere i momenti di dolore e smarrimento come questo, e ci consegna alla disperazione, ma alla speranza. San Paolo dice che noi non siamo senza speranza, ma la morte e resurrezione di Gesù ci fa vivere nella speranza che Michelangelo è nelle mani di Dio».
Il parroco ha esortato i presenti «a non cedere il posto nel cuore a sentimenti di odio e rabbia, ma imparare, da questa morte tragica, improvvisa e violenta, che gli errori di una vita superficiale non possono causare solo e sempre male, perché vi è la certezza che Michelangelo è già nelle mani di Dio».
Presenti, nella folta assemblea, rappresentanti dell'amministrazione comunale, a cominciare dal presidente del consiglio, Fabrizio Ferrante, a sottolineare la vicinanza alla famiglia Mastrototaro di tutta la città.
All'uscita della chiesa la salma, riposta in una bara bianca, è stata portata in spalla da parenti e amici della giovane vittima, alcuni dei quali hanno anche letto pensieri e ricordi al termine della celebrazione.
