«Adesso bisogna sfruttare l'entusiasmo per ripartire. Il gruppo è sano e giovane, la base c'è, serve una società solida per continuare questo progetto». Così Massimo Pizzulli all'indomani della finale di Coppa Italia, persa a Firenze contro il St.Georgen, nella quale è svanito anche il sogno della promozione in Serie D.
L'allenatore spera in un ripescaggio, pur sapendo che si tratti di una circostanza complicata, e nel frattempo analizza partita, stagione e prospettive del suo Trani.
«Eravamo partiti molto bene, creando due o tre occasioni nei primi 20 minuti ma, se non metti la palla dentro, nelle finali la storia si complica e, per noi, si è complicata. Forse il loro primo gol è stato segnato con la mano, non sta a me stabilirlo, di certo dopo quella rete ci siamo disuniti e loro ci hanno messo in difficoltà. Nel secondo tempo siamo migliorati con i cambi, ma abbiamo continuato nel problema del gol, che ci ha caratterizzato per tutta la stagione, e loro ci hanno castigato con precisione e cinismo».
Pizzulli fa i complimenti al St.Georgen, «perché sono stati bravi e agonisticamente cattivi quanto basta», poi ringrazia i suoi ragazzi, «per tutto quello che hanno fatto, perché abbiamo costruito con loro un percorso eccezionale».
Infine, e soprattutto, di dice «dispiaciuto per la gente di Trani, per tutti quei tifosi venuti qui e che speravano nell'impresa, che era ad un passo. Ci abbiamo provato in tutti i modi, non ci siamo riusciti, ma meriteremmo davvero il ripescaggio».
Cala così il sipario sulla stagione, ed il rammarico di non disputare i play-off, che iniziano a giorni, è minimo: «Ad un certo punto, con la rosa ristretta che abbiamo, dovevamo fare una scelta - ammette l'allenatore - e ci siamo orientati verso la coppa, nella quale abbiamo profuso tutte le nostre energie».
E rivela ufficialmente retroscena finora solo ventilati da fonti non ufficiali: «A gennaio erano andati via i finanziatori della società - fa sapere Pizzulli - e sono subentrati dei tranesi a tamponare l'emergenza. Il presidente Amato è rimasto solo, aiutato da Alberto Altieri e qualche altro volenteroso. Adesso, intorno a loro, bisogna rifondare la società e ripartire. Ci sono tutti i presupposti per farlo proprio da questa esperienza, per quanto sportivamente amaro ne sia stato l'epilogo. Trani deve trarne la spinta per continuare, anziché mollare».

