«In una delle città più belle del mondo, Trani, c’è un grave ritardo nelle procedure di rimozione dell’amianto: qui, un combattivo coordinamento di cittadini, associazioni e professionisti sta portando avanti una iniziativa finalizzata a bonificare una tettoia di un edificio dismesso là collocata dal 1936 e che, evidentemente, gli enti locali e le istituzioni sanitarie non hanno ancora ritenuto essere nella condizione che necessita di una ordinanza sindacale per la bonifica integrale».
Questo ha scritto Vito Totire, a nome dell’Aea, Associazione esposti amianto e rischi per la salute, del circolo “Chico” Mendes e del Centro per l’alternativa alla medicina e alla psichiatria “F.Lorusso”, nel “Manifesto per la fuoriuscita mondiale dall’amianto”, redatto in occasione del 28 aprile, Giornata mondiale delle vittime dell’amianto.
Nel corposo documento, Totire analizza le situazioni a livello mondiale, europeo, locale, soffermandosi sull’ormai annoso caso del tetto in eternit dell’ex Supercinema di Trani, ricordando che il comitato di cittadini ha dovuto fare ricorso alla Procura della Repubblica, «un ricorso certo fondato e pertinente ma innescato dalla evitabile inerzia degli enti locali».
«L’amianto – scrive Totire - è una guerra e un crimine di pace». In Italia, la legge 257 del 1992 obbliga a verificare la presenza di amianto negli edifici pubblici come per esempio le scuole. Ulteriori norme per lo smaltimento dei materiali pericolosi sono contenute in leggi successive.
La Puglia ha un Piano regionale di protezione dell’ambiente, decontaminazione, smaltimento e bonifica ai fini della difesa dai pericoli derivanti dall’amianto, che ha l’obiettivo di promuovere la prosecuzione delle attività di mappatura dell’amianto in Puglia realizzate nel 2005, avviando una campagna tesa alla bonifica degli ambienti di vita e di lavoro finalizzata all’eliminazione e riduzione dell’esposizione a tale sostanza.
Le ultime notizie relative all’eventuale rimozione della copertura della tettoia dell’ex Supercinema di Trani sono state fornite dal sindaco, che aveva detto: «La Procura di Trani ha disposto una perizia che ci conferma che il tetto è in degrado, ma le fibre d'amianto non si disperdono in atmosfera. L’incapsulamento potrebbe essere sufficiente a contenere il problema, ma siccome il legno su cui poggia la tettoia è deteriorato, il tetto dovrà essere rimosso per realizzare una nuova copertura».
Resta un altro nodo: in città non sembra sia mai stata fatta una mappatura capillare di tutti i siti che contengono amianto, a parte gli interventi di rimozione programmati dall’amministrazione comunale e dall’Amiu.
Federica G. Porcelli
