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Progetto videocamere in dotazione alla polizia penitenzaria, Mastrulli (Cosp): «Tutela privacy e rafforzamento sicurezza»

Il Ministero della Giustizia potrà avviare un nuovo progetto di videosorveglianza in mobilità per garantire maggiore sicurezza alle attività della polizia penitenziaria, ma dovrà adottare precise misure a tutela della riservatezza delle persone coinvolte.

«Il progetto presentato – spiega il segretario nazionale del Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli - prevede un doppio sistema di registrazione audio/video, il primo applicato ai veicoli della polizia penitenziaria e l'altro indossato dagli agenti in servizio. Gli apparecchi in dotazione potranno essere attivati sia a distanza, dalla centrale operativa competente, sia dall'operatore impegnato sul campo, ma soltanto in contesti specifici e preventivamente determinati, come, ad esempio il trasferimento o il piantonamento di detenuti o la tutela dell'ordine e della sicurezza negli istituti penitenziari (perquisizioni straordinarie, sommosse, interventi per reati in atto)».

Al fine di garantire il corretto trattamento dei dati e il rispetto dei diritti delle persone riprese, tutte le attività di videosorveglianza saranno sottoposte a controlli e verifiche. È ad esempio vietato agli operatori trattenere copia dei filmati o divulgarne il loro contenuto. I filmati scaricati, tra l'altro, avranno impresso il numero identificativo dell'apparecchio utilizzato, che consentirà di individuare l'agente o il veicolo sul quale l'apparecchio era in dotazione, nonché la data e l'ora delle registrazioni. Gli operatori, inoltre, quando la situazione sul campo lo consente, dovranno informare le persone riprese con i dispositivi mobili che è in corso una registrazione per motivi di sicurezza.

«Nel corso dell'istruttoria, il Garante della privacy – aggiunge Mastrulli - ha chiesto al Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria di effettuare una approfondita valutazione del tipo di dati personali - quali immagini e suoni - e delle modalità adottate, affinché siano sempre rispettatati i principi di necessità e proporzionalità previsti dalla normativa». L'accesso alle registrazioni sarà quindi consentito solo al personale autorizzato e i contenuti audio/video non potranno essere conservati oltre i limiti temporali previsti. Il Garante, pur riconoscendo la validità delle modifiche già apportate durante l'esame della documentazione, ha disposto l'adozione di ulteriori cautele che limitino il rischio di eventuali ingerenze nei diritti e nelle libertà fondamentali delle persone interessate. «Prima di avviare il progetto che il Co.s.p sollecita da tempo – conclude Mastrulli - il Ministero dell'Interno dovrà rafforzare le misure di sicurezza e definire meglio gli aspetti relativi alle riprese effettuate all'interno dei tribunali o attinenti fatti che non costituiscono reato».

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