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Ospedale di Trani, ecco come sarà il Punto di primo intervento. Un medico replica: «Deve restare Pronto soccorso in deroga». Emiliano ci pensa

Il Pronto soccorso del San Nicola Pellegrino si chiamerà Punto di primo intervento. La legge non permette di mantenere questa denominazione perché la struttura non è più collegata ad un reparto di rianimazione, né tantomeno di cardiologia.

 Ciononostante, «il protocollo di intesa siglato tra Regione Puglia, Comune di Trani e Asl Bt - ha spiegato il direttore generale di quest'ultima, Alessandro Delle Donne - prevede una struttura aperta 24 ore su 24, con un personale di 11 unità lavorative, di cui 5 medici e 6 infermieri, e 3 ambulanze, di cui 2 medicalizzate. È prevista attività negli ambulatori dello stesso presidio di emergenza-urgenza, con conseguente trasferimento dei pazienti acuti ad altro ospedale, secondo le necessità».

La postazione del 118, attualmente ubicata al secondo piano del San Nicola Pellegrino, sarà trasferita al piano terreno accanto al Ps, futuro Ppi, per ottimizzare il servizio.

Un medico del Pronto soccorso, Luigi Di Candido, è stato il primo degli addetti ai lavori a prendere la parola per chiedere al governatore «di rivedere il progetto, poiché, a Trani, un servizio di emergenza urgenza su scala territoriale, e non ospedaliera, rappresenterebbe un rischio per motivi di ordine tecnico e pratico. il punto di primo intervento non fa le stesse cose del Pronto soccorso: è un ingresso rapido che deve prevedere una rete per patologie killer, che in questo momento dobbiamo ancora mettere a punto. Ed allora, per la tipologia di città e per l'epidemiologia, che non cambia, sarebbe il caso di riconsiderare questa decisione».

Proprio intorno alle sue osservazioni, ovviamente confortate dal sindaco e dai consiglieri comunali presenti, Emiliano ha avuto un attimo di riflessione replicando: «Sono qui per questo. Sebbene non potremo chiamare formalmente quella struttura "Pronto soccorso", nella sostanza deve restare tale. I presupposti, con le due ambulanze medicalizzate, ci sono tutti, ma siamo pronti a recepire questi suggerimenti per operare in deroga e rafforzare ulteriormente questo servizio a Trani».

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