L'incontro con il governatore Michele Emiliano, come già detto in altro spazio, da conferenza stampa si è trasformato in una sorta di inedito consiglio comunale, circostanza peraltro non nuova in quella sala, dove un vero e proprio consiglio si tenne, con Pinuccio Tarantini sindaco.
Questa volta senza la necessità di indossare i teatrali camici di quel giorno, al microfono si sono alternati alcuni esponenti dell'assemblea elettiva, a cominciare da Pasquale De Toma, primo firmatario della mozione che sarà discussa giovedì prossimo a Palazzo Palmieri: «È necessario trovare una soluzione per il Pronto soccorso, in deroga alla normativa. Trani ha già dato troppo, tutto, ma almeno l'emergenza urgenza è giusto che la mantenga così com'è».
Anna Barresi ha ribadito: «I tecnici il progetto ce l'hanno ed è su quello che bisogna lavorare, per evitare l'ennesimo sperpero di denaro pubblico, speso per rimettere a posto e rendere un gioiello proprio quel Pronto soccorso».
Sulla stessa falsariga Carlo Avantario, che si è detto «soddisfatto anche per il resto del progetto previsto per la riconversione del San Nicola Pellegrino, ma fortemente dispiaciuto per la scomparsa definitiva della previsione della casa del parto».
Emiliano, nella risposta, non ha lasciato speranze: «Le case del parto sono ormai impossibili, per legge, in assenza di reparti di neonatologia e terapia intensiva. Se, però, mi dimostrate se e come si possa fare, io sono sempre disponibile».
Per Raffaella Merra, invece, ogni speranza è persa: «Il Punto di primo intervento non sarà mai un Pronto soccorso, né di nome, né di fatto, e smettiamola di prendere in giro i cittadini».
Emanuele Tomasicchio, infine, si fida solo in parte dell'impegno di Emiliano: «Non è un problema di nome, e neanche di contenuti, perché, se manca la copertura economica, salta tutto ed io - ha poi fatto sapere -risposte a questa mia osservazione non ne ho avute».

