Per alcuni bambini non in regola con gli obblighi vaccinali sono arrivate le forze dell'ordine. Il luogo è la scuola materna del Primo circolo didattico De Amicis, che ha sede presso l'istituto delle Suore Angeliche San Paolo, fra corso Alcide De Gasperi e piazza Cezza.
Ieri i carabinieri hanno raccolto sommarie informazioni sono andati via invitando i genitori, che ne avevano sollecitato l'intervento, a sporgere denuncia se ritenuto opportuno. Oggi la scena si è ripetuta con la Polizia.
Motivo, il respingimento, da parte di personale scolastico, di bambini già sospesi dalla frequenza: «Alcune famiglie - spiega il dirigente scolastico, Paola Valeria Gasbarro - hanno ricevuto, così come prevede la normativa vigente, le comunicazioni di temporanea esclusione dei bambini della frequenza nell'attesa che portino la relativa documentazione, così come previsto dalla legge. Loro hanno deciso di ignorare sia la legge, sia le comunicazioni della scuola di marzo e quelle successive di maggio. Ieri, in risposta al collaboratore scolastico che richiamava i genitori all'osservanza di quelle disposizioni, hanno forzato l'ingresso della scuola imponendo comunque la presenza dei bambini ed una mamma, non contenta, ha anche chiamato le forze dell'ordine per farsi tutelare».
Oggi, invece, porte chiuse e protesta delle famiglie, che hanno chiesto, ed ottenuto, anche l'arrivo delle televisioni. A quanto s'è appreso, tre bambini non avrebbero iniziato il ciclo vaccinale, al quarto mancherebbe un solo vaccino, non somministratogli perché la famiglia avrebbe trovato l'ex ospedale pediatrico chiuso.
«Non abbiamo seguito l'iter vaccinale perché abbiamo chiesto dei chiarimenti alla Asl - ha spiegato un genitore -. Si diceva che le vaccinazioni si sarebbero potute terminare entro luglio, ma adesso la preside, con una nota priva di valore legale, ci avvisa che i bambini non potranno entrare a scuola. La scuola deve inviare alla Asl gli elenchi degli alunni ed una diffida ai genitori in cui invita a vaccinarli: in assenza di questo, non si comprende perché si vieti ai bambini di entrare».
Le famiglie stanno valutando l'opportunità di sporgere una formale denuncia in Procura, ma va detto che, nello stesso circolo didattico si sono verificate altre circostanze di bambini oggetto di sospensione della frequenza, ma i loro genitori hanno rispettato la disposizione e trattenuto i figli a casa. In questi quattro casi, invece, s'è continuato a mandarli a scuola, «ma si tratta pur sempre di due bambini effettivi su 1.115 in tutto - fa sapere il dirigente scolastico - e questo, credo, la dica lunga sul fatto che il rispetto della legge non può essere un optional. Io non posso che applicarla, non è un mio problema se alcune famiglie decidono arbitrariamente di ignorarla».
