«Il provvisorio diventa definitivo». Il vecchio adagio non sbaglia mai e si può fedelmente riproporre per sintetizzare, in maniera più che efficace, la vicenda della casa del custode del Liceo classico Francesco De Sanctis, in piazza Natale D'Agostino, occupata dal 1995, «in via provvisoria - si legge testualmente - per la custodia dei plessi scolastici della scuola media Giustina Rocca e del Liceo classico Francesco De Sanctis».
È quanto si scorge sull'ennesima determinazione dirigenziale dell'ingegner Giovanni Didonna, figura apicale uscente dell'Area patrimonio del Comune di Trani, che ha emanato un'ordinanza di sgombero, a mezzo consegna spontanea, dell'alloggio custode di pertinenza del plesso scolastico di proprietà comunale acquisito al patrimonio indisponibile denominato Liceo classico De Sanctis.
Il plesso è di proprietà del Comune di Trani, sebbene gestito quasi per intero dalla provincia di Barletta-Andria-Trani con riferimento al Liceo classico, in quanto scuola superiore. Un'ala al piano terreno di quell'edificio è occupata da classi della scuola media Giustina Rocca, ed in quel caso la competenza è del Comune di Trani, proprietario dell'immobile.
Nell'unità immobiliare c'è anche l'alloggio-custode, regolarmente identificato nel catasto dei fabbricati. Il Comune, in una ricognizione del suo patrimonio immobiliare avvenuta il 4 ottobre 2013, focalizzò l'attenzione anche sulla casa del custode del De Sanctis e, acquisendo le relative informazioni, veniva a conoscenza della presenza al suo interno di una donna, ex dipendente del comune con profilo professionale di custode, che avrebbe dovuto giustificare la permanenza in quell'edificio pur avendo da tempo terminato il suo rapporto di lavoro per conto dell'ente pubblico.
Il suo avvocato presentava la relativa memoria difensiva, adducendo il fatto che la propria assistita, in virtù di una disposizione dirigenziale del 18 gennaio 1995, utilizzava l'alloggio sin dal 1mo febbraio di quell'anno, in quanto incaricata, in via provvisoria, della custodia dei plessi scolastici della scuola media Giustina Rocca e del liceo De Sanctis.
In altre parole, il provvedimento fu firmato dalla Commissione straordinaria, formata dai prefetti Striccoli, Montanari e Minervini, che amministrò Palazzo di città dopo lo scioglimento del consiglio comunale, nel 1993, per presunte infiltrazioni mafiose, e prima dell'insediamento del sindaco Giancarlo Tamborrino.
La ricognizione ha consentito, senza temi di smentita, di accertare che la dipendente è da tempo In quiescenza, non riveste più il profilo professionale di custode e non ha titolo ad occupare quell'immobile, insieme con il marito ed il figlio: pertanto, dovrà rilasciarlo spontaneamente entro novanta giorni dalla notifica del provvedimento. Diversamente si procederà a rientrare nel possesso dell'immobile tramite sgombero forzoso da persone e cose.
Con questo provvedimento il Comune di Trani cala il pokerissimo sul tavolo delle ordinanze nei confronti di occupanti senza titolo di case del custode: le precedenti avevano riguardato la scuola materna Fabiano, le elementari Cezza e Beltrani la media Bovio. Per il momento tutti gli occupanti sono ancora all'interno degli immobili, non essendo tuttora trascorsi i termini disposti con i rispettivi provvedimenti.
