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Trani, fra le città con più morosi di Puglia, ha bisogno di nuove case popolari. Santorsola incontra Arca Puglia: «Avviare subito un percorso con il Comune»

Non esiste una bacchetta magica con la quale risolvere la esiguità del patrimonio abitativo della nostra comunità né, tantomeno, ho mai pensato che un’amministrazione comunale potesse distribuire case degne e confortevoli a tutti coloro che le si rivolgono o che manifestano nelle piazze o davanti a Palazzo di città.

Ritengo, tuttavia, che sia dovere di un’amministrazione sensibile, specie se di sinistra, programmare ed operare per migliorare l’offerta di case popolari ai cittadini meno abbienti, specie a quelli con famiglia e con figli a carico.

Per essere utili alla comunità, per capire di più sull’argomento, nei giorni scorsi abbiamo incontrato, a Bari, i dirigenti dell’Arca Puglia.

Le case popolari possono essere di proprietà della Arca o del  Comune, anche se per lo più gestiti dalla Agenzia regionale; considerando che i pochi fondi a disposizione sono per la maggior parte utilizzati nella manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili, le possibilità di costruzione di nuovi alloggi è piuttosto labile.

Il cammino per i progetti di edilizia popolare è lungo e tortuoso ma l’obiettivo, per quanto difficile, non potrà mai essere raggiunto se non ci si avvia in un percorso virtuoso che comprende: l’esatta conoscenza della pressione e abitativa  con una graduatoria aggiornata dei richiedenti casa, adottata con delibera di consiglio comunale, un elenco dei suoli che l’amministrazione comunale è disponibile a cedere a titolo non oneroso per l’edilizia popolare e, infine, un censimento aggiornato dei destinatari di case popolari con indicazione dello stato di eventuale morosità.

Questa ultima misura potrebbe rivelarsi molto utile perché da una parte permetterebbe di “scoprire” quanti non hanno diritto, se non titolo, a vivere in un alloggio popolare e dall’altra potrebbe evidenziare i “morosi volontari”.

La percentuale di morosità nel Comune di Trani è tra le più alte della Puglia superando il 3% ed è un problema sia perché gli introiti dei fitti concorrono a finanziare le manutenzioni ordinarie e straordinarie delle case esistenti sia perché potrebbero essere reinvestiti per la costruzione o per l’affitto di nuove case popolari. 

L’Agenzia regionale ha attivato nuove procedure finalizzate alla drastica riduzione della morosità storica e dell’abusivismo ed ha mostrato una grande disponibilità a collaborare con l’amministrazione  cittadina ma ogni lungo cammino incomincia con un primo passo.

Mimmo Santorsola – consigliere regionale


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